Cavallera (FI): «servizi per i pendolari a rischio se Governo e Regione non si muovono»
18 Marzo 2008
Torino – Treni regionali: quella che il governo Prodi si prepara a scaricare sul prossimo esecutivo è davvero una patata bollente, «che non è stata affrontata per
colpevole disattenzione del governo, senza che da parte delle Regioni, governate a maggioranza dal centrosinistra, si andasse oltre una generica preoccupazione».
Così Ugo Cavallera lancia l’allarme sulla questione del mancato rinnovo del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia per garantire i treni regionali, utilizzati ogni giorno da
migliaia di pendolari piemontesi.
«Ora Trenitalia ha deciso di rinviare al 30 giugno la proroga del contratto, in un primo tempo prorogato al 31 marzo – dice Cavallera. Dopo quella data non c’è alcuna certezza che
Trenitalia voglia proseguire i servizi attuali, dal momento che non è stato siglato il nuovo contratto già scaduto a fine 2007, a causa degli inadeguati stanziamenti in
finanziaria. In questa situazione delicata, l’amministratore delegato di Fs, Moretti, indicato dal centrosinistra, non ha voluto far scoppiare una bomba simile in mano al governo a pochi giorni
dalle elezioni, per cui ha deciso di far pagare il conto al nuovo governo».
Il problema nasce dalla richiesta avanzata dal Gruppo Fs di modificare il sistema dei costi del servizio ferroviario, imponendo una sorta di «catalogo», in cui i treni, suddivisi in
quattro categorie a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche dei mezzi usati, hanno un costo orario crescente.
«A livello nazionale – spiega ancora Cavallera – questa nuova forma di tariffazione di servizi verrebbe a costare circa 438 milioni di euro in più. Il Piemonte è una delle
Regioni più colpite, perché dovrebbe spendere 80 milioni di euro in più, pari a circa il 50 % dell’attuale costo del servizio regionale. Ma di questi fondi non c’è
traccia nella finanziaria e neppure nel decreto «milleproroghe» varato pochi giorni fa dal Parlamento, nonostante che il governo fosse perfettamente consapevole dei costi. Insomma,
si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto, scaricando sul futuro governo o peggio ancora sui pendolari che dovranno subire aumenti vertiginosi dell’abbonamento».
Cavallera ha richiesto un’audizione urgente dell’assessore ai Trasporti davanti alla competente commissione di palazzo Lascaris perché vuole conoscere quali soluzioni proponga la Giunta
per far fronte all’importo maggiorato richiesto da Fs per assicurare il servizio nella nostra Regione.
«Problemi – conclude l’esponente azzurro – che crediamo debbano essere affrontati con urgenza, già in sede di discussione dell’attuale bilancio. Altrimenti c’è il rischio
che il 1° luglio prossimo Trenitalia decida di rivedere i servizi per i pendolari, riducendone la frequenza, e mandando all’aria tutti gli sforzi messi in atto per incentivare l’uso del
mezzo pubblico da parte dei cittadini, anche come misura anti-smog».




