Poli formativi piemontesi

By Redazione

Torino – Per arrivare all’operatività entro pochi mesi dei Poli formativi, la Regione Piemonte ha predisposto un piano regionale di azioni di accompagnamento per l’avvio
delle attività di istruzione e formazione tecnica superiore attraverso il quale sviluppare sia il processo di modellizzazione dei poli formativi, sia la futura configurazione del
sistema, anche alla luce delle nuove denominazioni assegnate ai poli.

Le direttive regionali, garantiranno un finanziamento triennale, suddiviso per anno di gestione.
Al termine del percorso triennale di sperimentazione, i poli che saranno operativi a partire dall’autunno di quest’anno, verranno confermati o rideterminati in base ai risultati formativi ed
occupazionali conseguiti.

Le linee guida indicate dalla Regione, diffuse in questi giorni ai referenti dei 18 poli piemontesi, prevedono la realizzazione di incontri periodici con i responsabili di progetto, funzionali
alla: valorizzazione dei punti di forza e all’individuazione di eventuali criticità riguardo la strategia, la capacità tecnica e scientifica, l’organizzazione e la formazione;
allo sviluppo della strategia di intervento triennale del Polo; alla definizione degli strumenti metodologici e organizzativi necessari per lo sviluppo del progetto esecutivo. In questa fase
saranno inoltre individuate le figure professionali prioritarie ai fini dell’articolazione dei diversi profili dei poli.
La Regione Piemonte sta ora affrontando la fase di messa a regime dei Poli formativi, e proprio in tale prospettiva si colloca il provvedimento di individuazione degli ambiti (incrocio tra
settori e territori), funzionale alla volontà di assecondare le vocazioni territoriali mediante una riorganizzazione, su basi cooperative e innovative, dell’offerta di formazione
superiore.
Tale riorganizzazione ha fatto sì che il Piemonte ottenesse il primato, a livello nazionale, nell’avvio alla sperimentazione dei Poli formativi per l’IFTS, nei settori della lavorazione
e trasformazione delle materie plastiche (Polo di sviluppo della Plasturgia) e dell’ICT Wireless (Polo Tecnologico e Formativo ICT Wireless).

«I Poli formativi per l’IFTS – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Giovanna Pentenero – rappresentano, nella
programmazione delle azioni regionali per il prossimo settennio, un modello concreto di integrazione dei processi formativi con la ricerca, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico,
applicato a settori strategici ed alle esigenze espresse dai sistemi produttivi locali.
Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto in questi ultimi due anni con le Province piemontesi ed i referenti del sistema educativo regionale, della ricerca e del lavoro; una
collaborazione che ha consentito di giungere alla definizione di un sistema regionale di Poli formativi di reale valorizzazione e promozione delle diverse attitudini presenti nel nostro
territorio e che illustreremo
i primi di marzo a Torino in occasione di un seminario, organizzato dalla Regione Piemonte, finalizzato alla diffusione degli esiti delle attività realizzate e ad un confronto sulle
prospettive di sviluppo dei POLI formativi per l’IFTS».
Domani invece, martedì 19 febbraio alle 11.30, verrà presentato a Cuneo, presso la Facoltà di Agraria, il Polo Formativo Agroalimentare e Agroindustriale della
Provincia di Cuneo
, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione Giovanna Pentenero e dell’assessore all’Agricoltura Mino Taricco.
«Credo sia un risultato importante – afferma l’assessore Taricco – quello raggiunto in Provincia di Cuneo, con la costituzione di tre poli formativi,
strettamente connessi alla vocazione produttiva, economica e culturale del territorio. In particolare, il polo dell’agroalimentare nasce dall’integrazione di progetti differenti e ha visto una
reale convergenza di molteplici soggetti, ognuno dei quali svolge una diversa funzione nel processo formativo. Credo dunque possa rappresentare un esempio di sistema territoriale, che valorizza
le nostre eccellenze e crea ulteriore valore aggiunto per le giovani generazioni che troveranno un supporto per la loro crescita professionale.»

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