Calo demografico, cervelli in fuga e attenzione alla qualità della vita
11 Marzo 2017
Nel 2050 l’Italia avrà perso complessivamente 4,5 milioni di residenti
Tra calo demografico, cervelli in fuga e attenzione alla qualità della vita – Rubrica CASA CITTA’ E SOCIETA’ su QN IL GIORNO del 22 dicembre 2023
Milano, 22 dicembre 2023
di Achille Colombo Clerici
Nel 2050 l’Italia avrà perso complessivamente 4,5 milioni di residenti.
Con la stima di quasi 8 milioni di persone in età lavorativa in meno, ci sarà un impatto inevitabile sul sistema produttivo e sulla nostra capacità di generare valore. Anche la tenuta del sistema di welfare desta preoccupazioni: la spesa sanitaria pubblica salirebbe a 177 miliardi a fronte dei 131 miliardi di oggi.
È quanto emerge dal 57esimo rapporto del Censis, istituto di ricerca socio-economica italiano presieduto da Giuseppe de Rita, che affronta i temi del lavoro, del benessere, della qualità della vita, famiglia e paure.
In questo quadro non confortante si inserisce l’emigrazione: gli italiani che si sono stabiliti all’estero sono aumentati del 36,7% negli ultimi dieci anni, con un aumento significativo della componente giovanile laureata.
In compenso il tasso di occupazione ha raggiunto il 60%, consolidando una tendenza in atto dal 2021: 23,4 milioni gli occupati, il massimo storico, ma ancora al di sotto del dato medio europeo (69,8%) di quasi 10 punti. Con l’aumento dell’occupazione si affinano i desiderata dei lavoratori che in numero sempre maggiore antepongono la qualità della vita al reddito. Un plebiscitario 94,7% rivaluta la felicità che deriva dalle piccole cose di ogni giorno: il tempo libero, gli hobby, le passioni personali, la cura delle relazioni.
Male gli investimenti che si sono ridotti dell’1,7% certificando uno stato di incertezza. Molte delle attese del sistema produttivo si sono riversate sulle potenzialità del Pnrr che, peraltro, alla fine del 2023, registrerà una percentuale di completamento pari al 50%, rispetto al previsto 74%.
Orientamenti e timori. Il 70% degli italiani approva l’adozione di figli da parte dei single e il 54% da parte di coppie omogenitoriali, mentre il 65% si schiera a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sul fronte dei diritti, il 72% è favorevole all’introduzione dello ius soli e il 76% dice sì allo ius culturae. I timori. L’84% è impaurito dal clima impazzito mentre il 73,4% teme una crisi economica e sociale molto grave con povertà diffusa e violenza. Quasi sei italiani su dieci temono una guerra mondiale.
Di fronte a processi economici e sociali largamente prevedibili nei loro effetti risalta la loro rimozione dall’agenda dei decisori, o comunque la loro sottovalutazione.
Redazione Newsfood.com
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