8 italiani su 100 preferiscono il lavoro alla pensione

Oltre il 90% degli occupati tra i 50 ed i 69 anni non ha diminuito l’orario in vista del pensionamento e non pensa di farlo in futuro: la quota di coloro che riducono l’orario di lavoro aumenta
con il crescere dell’età anagrafica: dall’1,2% tra 50 e 54 anni si passa al 9,9% tra 65 e 69 anni.

Lo ha reso noto l’Istat nel corso del rapporto “Transizione verso la pensione e conclusione dell’attività lavorativa”, che ha analizzato le tendenze tra i futuri pensionati in ottica di
proseguimento dell’attività lavorativa in cambio di incentivi di varia natura.

L’Istat, in particolare, ha rilevato che, per quanto riguarda il ritiro dall’attività lavorativa, 8 occupati su 100 continuano a lavorare anche se potrebbero andare in pensione e che nel
secondo trimestre 2006 otto lavoratori su 100 risultavano allo stesso tempo occupati e percettori di pensione (per l’88,6% da lavoro).

Si osserva, inoltre, che tra gli occupati 50-59enni, il 40,9% pensa di concludere l’attività non prima dei 65 anni, mentre il 39,9% tra 60 e 64 anni; al contempo, tuttavia, il 19,2%
prevede di ritirarsi prima dei 60 anni.
Per quanto riguarda le differenze di genere, invece, tra gli uomini è maggiore la percentuale di che intende ritirarsi dopo i 65 anni, mentre tra le donne la preferenza cade tra il
sessantesimo ed il sessantaquattresimo anno d’età.

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