5mila aziende sott'acqua in campagne romane

By Redazione

 

Superato il pericolo per l’esondazione del Tevere in città, è gravissimo
il bilancio dei danni nelle campagne romane dove sono stati allagati 30.000 ettari di terreno coltivato con circa cinquemila aziende agricole in difficoltà e molti animali
allevati allo stato brado scomparsi. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti su una emergenza che rischia di far perdere milioni di euro al sistema produttivo
agricolo con danni concentrati nel centro Italia, soprattutto in Umbria e nel Lazio dove è stato richiesto lo stato di calamità, ma diffusi a macchia di leopardo su tutto
il territorio.

Nelle campagne romane – sottolinea la Coldiretti – è compromessa la viabilità rurale
e il sistema idraulico-agrario in quanto gli argini della bonifica non hanno retto alla pressione dell’acqua e sono stati trascinati via. Difficoltà – continua la Coldiretti –
sono state segnalate per gli animali allo stato brado con problemi per l’approvvigionamento dei foraggio necessario all’alimentazione dei capi in azienda. Sono andate perse le semine
autunnali con le sementi trascinate via dall’acqua.

Nel Viterbese i danni maggiori sono stati provocati dall’esondazione del Fiora nella fascia
costiera della provincia. Sono andati distrutti – precisa la Coldiretti – seminativi e orti.  Numerosi allevamenti sono rimasti isolati. In alcune strutture vengono segnalate
pecore annegate. Sospesa la raccolta delle olive nella prestigiosa area di Canino e c’è il rischio di una forte perdita di prodotto causa caduta o marcescenza delle olive.

Gravi danni da smottamenti si registrano in numerose zone del Lazio come in Umbria dove da un primo
monitoraggio effettuato si evidenzia una situazione difficile nelle campagne, con terreni allagati, semine in pericolo, smottamenti che ostacolano la normale viabilità. In tutta
la regione – afferma la Coldiretti – “l’impossibilità dei terreni di assorbire le enormi quantita’ di acqua cadute in breve tempo ha favorito in molti casi lo
scorrimento superficiale con il trasporto di fango e detriti che hanno riempito i canali di scolo. Gli allagamenti nelle campagne rischiano di provocare danni pesanti per le semine, ma
difficoltà sono segnalate anche negli allevamenti e per le colture orticole”.

Quanto sta accadendo – conclude Coldiretti – evidenzia la necessita’ di un veloce completamento
delle opere previste dal sistema irriguo nazionale e di fermare la continua sottrazione di terreno agricolo con quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo scomparsi dal 1982 al 2005
mentre secondo le stime dell’Anbi nell’arco di tempo 1990-2016, se il ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato, si sara’ persa in Italia una Superficie Agricola
Utilizzata pari al 17,5 per cento del territorio nazionale, vale a dire un’area superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna.

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