Terreni del Mauriziano, Cavallera: «ottimo l'intervento dell'ISMEA»

Torino – «Ora che l’Ismea ha dato la propria disponibilità a intervenire per i terreni del Mauriziano, la Giunta regionale si faccia parte attiva per garantire una rapida
soluzione ai problemi dell’ex-Ordine», Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia, accoglie con soddisfazione la notizia, riferita da fonti giornalistiche, che l’Istituto di
servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) sarebbe disponibile a destinare 120 milioni di euro per acquisire i terreni agricoli di proprietà della Fondazione Mauriziana,
garantendo la possibilità di riscatto agli agricoltori.

«E’ la strada giusta – dice Cavallera – che avevamo suggerito noi stessi qualche mese fa, con un’interrogazione alla Giunta. In questo modo, Ismea potrà acquistare dalla Fondazione
Mauriziana i terreni agricoli, e poi, in accordo con le organizzazioni agricole, definire modalità e criteri per la dismissione del patrimonio, dando la precedenza agli attuali
coltivatori diretti e, in caso di rinuncia, verso altri soggetti interessati per proseguire la pratica agricola. Si ottengono così due risultati: tutelare l’unità dei poderi e
salvaguardare la destinazione a uso agricolo».
L’alienazione del patrimonio immobiliare dell’ex-Ordine potrà utilmente contribuire ad abbattere il debito cumulato e soddisfare così i creditori.

«La disponibilità di Ismea – continua Cavallera – riguarda i terreni agricoli ancora disponibili, perché per le proprietà legate a Staffarda, Stupinigi e S. Antonio
di Ranverso, la Regione aveva deciso di mettere dei particolari vincoli e nello stesso tempo destinare 80 milioni di euro per l’acquisizione degli stessi. Ora sembra che le valutazioni fatte
dalla Regione e dall’Agenzia del territorio non siano coincidenti. Come Forza Italia avevamo manifestato perplessità su questa procedura, ma al punto in cui siamo, dopo tutti gli annunci
fatti, chiediamo che la Giunta vada avanti, per onorare gli impegni presi nel bilancio 2007».
Resta infine da risolvere il problema delle sedi ospedaliere di Valenza e Lanzo, «per le quali – conclude Cavallera – occorre definire un corrispettivo che la Regione eroghi alla
Fondazione per questi edifici. Credo sia un preciso interesse anche della Regione chiudere la partita, perché in caso contrario, essendo in contestazione la proprietà, diventa
difficile programmare gli interventi di manutenzione».

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