Terremoto: cinquanta mercati degli agricoltori per vendere i prodotti agroalimentari abruzzesi
8 Maggio 2009
La Cia si è mobilitata in tutte le sue strutture. La Giunta decide diverse iniziative. Oggi a Coppito (L’Aquila) la Direzione nazionale. Conferenza stampa del presidente Giuseppe Politi,
insieme al presidente della Cia Abruzzo Domenico Falcone. Stand con vendita diretta da parte dei produttori agricoli, in particolare quelli dell’Aquilano, al Porto turistico di Pescara e durante
i Giochi del Mediterraneo. Proposto alla Protezione Civile di acquistare i prodotti e di distribuirli tra le popolazioni che vivono nelle tendopoli e negli alberghi requisiti.
Grande asta a Roma delle «eccellenze» tipiche e di qualità della Regione. Vendita anche durante la manifestazione «Inac in piazza per te» che si svolge in tutta
Italia sabato 9 maggio. Dalla raccolta di fondi promossa dalla Confederazione contributi per la ricostruzione di stalle e dei laboratori di trasformazione agroalimentare. Una campagna
promozionale per riportare i cittadini negli agriturismi, rivitalizzando un territorio che ha subito una tragica ferita.
I prodotti tipici e di qualità dell’agroalimentare d’Abruzzo saranno messi in vendita in cinquanta mercati degli agricoltori in tutta Italia, negli stand allestiti nei prossimi fine
settimana, sino al 2 giugno, nel Porto turistico di Pescara e sempre a Pescara e a Chieti in occasione dei Giochi del Mediterraneo e in una grande asta di solidarietà a Roma; contributi,
ricavati dal conto corrente bancario aperto all’indomani del tragico terremoto, per la ricostruzione delle stalle e dei laboratori di trasformazione agroalimentare devastati dal sisma; campagna
promozionale, anche attraverso agevolazioni e sconti, per riavviare l’agriturismo, che rappresenta una risorsa importante per la regione, e la commercializzazione «in loco» delle
produzioni agricole.
Sono queste alcune delle iniziative promosse dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per rilanciare l’agricoltura abruzzese che dalla drammatica notte tra il 5 e il 6 aprile scorso è
rimasta praticamente paralizzata e i suoi prodotti sono rimasti invenduti. Proposte che sono state illustrate dal presidente Giuseppe Politi nella conferenza stampa che ha tenuto a Coppito
(L’Aquila) in concomitanza con la Direzione nazionale dell’Organizzazione che si è svolta all’interno della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza.
«Come Cia – ha sostenuto Politi – proponiamo alla Protezione Civile di acquistare proprio i prodotti agroalimentari dell’Abruzzo e distribuirli tra le popolazioni che vivono nelle tendopoli
e negli alberghi requisiti. Visto che oggi gli alimentari per gli sfollati vengono comprati nei mercati più diversi del Paese, in questo modo gli stessi abruzzesi possono contribuire alla
ripresa del settore agricolo della loro Regione».
«Passata l’emergenza, è ora necessario – ha affermato Politi nel corso della conferenza stampa alla quale è intervento anche il presidente regionale della Cia Abruzzo Domenico
Falcone – rimettere in moto l’agricoltura che, oltre ai gravi danni subiti dal terremoto, vive una fase di grandissima difficoltà. I suoi prodotti, che sono delle vere
«eccellenze» apprezzate in Italia e in tutto il mondo, attualmente non hanno mercato. Non c’è commercializzazione.
Bisogna, quindi, fare in maniera che si riattivi un’economia fondamentale per l’intero Abruzzo. Per questo la Giunta nazionale della Cia ha programmato una serie di iniziative per garantire la
vendita di tantissimi prodotti che rendono ricco il patrimonio agroalimentare regionale. Si è così deciso di vendere questi prodotti in cinquanta mercati allestiti dai nostri
agricoltori nelle varie regioni. Dal Piemonte alla Sicilia la risposta è stata unanime: tutti mobilitati per l’Abruzzo, per la sua gente, per i suoi produttori agricoli. Un preludio
positivo si è, del resto, già avuto nella scorsa settimana, quando la Cia di Salerno e suoi agricoltori hanno promosso una vendita diretta dei prodotti abruzzesi e il risultato
è stato eccezionale».
Non solo. La Cia, cogliendo l’occasione dei Giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio prossimi e che vedranno la partecipazione di 23 paesi e di oltre 4 mila
atleti, ha deciso di allestire appositi stand sia a Pescara che a Chieti, dove gli agricoltori, con prevalenza quelli dell’Aquilano, esporranno e metteranno in vendita i loro prodotti
agroalimentari (formaggi, vino, olio, salumi, miele, pasta, zafferano, farro, cicerchia).
«E’ un appuntamento importante che – ha aggiunto Politi – richiamerà un grande pubblico anche dall’estero. Per questo motivo abbiamo promosso la vendita diretta e siamo certi che la
gente risponderà in maniera solidale, assicurando un concreto sostegno all’agricoltura abruzzese che ha tanta volontà di riprendere a marciare».
Le iniziative di vendita diretta da parte degli agricoltori si svilupperanno già dal prossimo week-end e per gli altri successivi sino a 2 giugno a Pescara, nel Porto turistico, dove le
Camere di Commercio d’Abruzzo hanno promosso manifestazioni a sostegno dell’imprenditoria e dell’economia regionale. «Vogliamo essere presenti – ha rimarcato il presidente della Cia – per
dare un reale e costruttivo sostegno all’agricoltura abruzzese». Un’altra grande iniziativa – ha annunciato Politi – si terrà a Roma.
«Abbiamo programmato per i prossimi giorni un’asta di solidarietà con le «eccellenze» agroalimentari regionali. Molte le adesioni che finora ci sono pervenute e siamo
certi che i fondi raccolti potranno dare una mano significativa all’imprenditoria agricola abruzzese messa in ginocchio dal terremoto». Ma la vendita diretta dei prodotti ci sarà –
ha detto il presidente – anche nel prossimo fine settimana in occasione della manifestazione «Inac in piazza per te» promossa dal patronato della Cia.
In cento province ci saranno gazebo dove, oltre a e dare informazioni di carattere previdenziale e assistenziale, saranno venduti agroalimentari abruzzesi. Per l’occasione sono stati predisposti
«pacchi famiglie» con prezzi per tutte le tasche. «Pertanto, niente sussidi, né solidarietà fine a se stessa, ma iniziative concrete per garantire la ripresa a
tempo pieno dell’attività agricola». «L’azione della Cia – ha rilevato Politi – non si ferma, comunque, soltanto alla vendita diretta. I fondi che raccoglieremo dal conto
corrente bancario, attivato subito dopo il tragico terremoto, verranno messi a disposizione per la ricostruzione di stalle, dei laboratori di trasformazione agroalimentari che operavano nei
piccoli borghi e dei punti di vendita diretta degli agricoltori distrutti dal sisma e che proprio nella provincia dell’Aquila rivestono una grande importanza per il settore primario».
«C’è poi la necessità – ha rimarcato Politi – di non lasciare solo l’Abruzzo. Il disastroso terremoto ha allontanato la gente e il turismo, in particolare, ha subito un colpo
pesantissimo. Conseguenze si sono avute anche nel settore agrituristico. Per tale ragione vogliamo contribuire ad invogliare i cittadini a tornare in questa splendida terra. Le nostre aziende
agrituristiche avvieranno da subito una campagna promozionale per far ripartire anche questo importante comparto agricolo. Attraverso sconti e agevolazioni, cercheremo di favorire la ripresa del
flusso turistico e riportare in campagna tutti quelli che amano trascorrere una vacanza, anche breve, a contatto con la natura e mangiando i prodotti tipici della regione che hanno radici
profonde e tradizioni e culture secolari».
Politi ha, infine, annunciato che la Giunta nazionale della Cia nei prossimi giorni deciderà ulteriori iniziative di solidarietà verso l’Abruzzo, coinvolgendo l’Associazione
nazionale pensionati (Anp), l’Associazione Donne in Campo e l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli (Agia). «Agli interventi d’urgenza e di carattere straordinario a sostegno delle
imprese agricole colpite dal terremoto, ora occorre sviluppare – ha sottolineato, a sua volta, il presidente regionale della Cia Abruzzo Domenico Falcone – una serie di azioni per garantire il
normale svolgimento delle attività agricole e di allevamento.
Bisogna dare risposte certe agli agricoltori i cui prodotti sono rimaste invenduti, con danni che, al momento, è difficile quantificare. Ma occorrono anche interventi per ripristinare i
laboratori di trasformazione e i punti vendita aziendali, gli esercizi commerciali e i centri di raccolta, confezionamento e trasformazione. In una parola, è necessario operare con
concretezza per rilanciare un’agricoltura che ha grande vitalità ed enormi potenzialità. E come Cia ci stiamo muovendo con attenzione ed impegno verso questa particolare
direzione».




