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Tangenti a Napoli, Iervolino: “Ho la testa dura: ho intenzione di andare avanti e non mi dimetto”

Tangenti a Napoli, Iervolino: “Ho la testa dura: ho intenzione di andare avanti e non mi dimetto”

By Redazione

 

“Ho intenzione di andare avanti con il massimo rinnovamento strutturale per la giunta”. Così Rosa Russo Iervolino, dopo l’incontro con il segretario del PD Walter Veltroni.

“Ho la testa dura, – dice ai cronisti – ho intenzione di andare avanti e non mi dimetto”.

Il Pd, nelle parole di Tino Iannuzzi e Luigi Nicolais, segretario regionale e provinciale del Partito Democratico, sostiene Iervolino nell’impresa di “aprire una nuova stagione a
Napoli” a cominciare dal rinnovo della giunta comunale.

Il sindaco Iervolino nell’incontro avuto oggi a Roma con Veltroni, ha infatti espresso la sua chiara volontà di aprire nella città di Napoli una nuova fase di profondo e
deciso rinnovamento, “una scelta che – dicono Iannuzzi e Nicolais – assumerà le forme di una discontinuità nella composizione della Giunta e di un piano di rilancio
dell’azione di governo che restituiscano a Napoli il ruolo che le spetta, quello di una grande città capitale di civiltà e di cultura”.

Iervolino ha chiesto ai vertici del Pd un sostegno e un impegno a supportare la necessaria operazione di rilancio, che i dirigenti locali condividono: “Sosterremo pienamente lo sforzo
che il sindaco si accinge a compiere”.

Tuttavia, Nicolais, anche lui presente al vertice con Veltroni, ha specificato come non si parli di un “azzeramento”, “perché – spiega il segretario provinciale – ci sono alcune
persone competenti e perbene, come l’ex ministro Scotti, che devono proseguire il loro lavoro”. Il rimpasto, però, non riguarderà solo gli assessori colpiti dai
provvedimenti giudiziari: “Se fosse così – aggiunge – si tratterebbe di un semplice ricambio, mentre abbiamo deciso un forte rinnovamento. Come diciamo a Napoli: non basta una
toppa, non basta una pezza a colori”.

Circa la vicenda partenopea è intervenuto anche Francesco Rutelli, presidente Copasir, per dichiararsi estraneo alle vicende giudiziarie legate alle inchieste napoletane.

“Mi vengono riferite informazioni – afferma Rutelli in una dichiarazione in cui si annuncia anche possibili azioni giudiziarie nel caso organi di stampa associno la sua persona a
comportamenti illegali. – su telefonate nelle quali il povero Giorgio Nugnes e l`imprenditore Alfredo Romeo parlerebbero sul mio conto.
Non ho nulla, ripeto nulla, e ribadisco nulla a che vedere con le vicende di cui si sta occupando la Procura della Repubblica di Napoli e avrò modo di precisarlo
inoppugnabilmente in ogni sede”.

Insomma, bisogna evitare gli equivoci e puntare tutto sul ‘rinnovamento’. Lo ribadisce anche il portavoce del partito, Andrea Orlando: “Il Pd amministra il 70 per cento delle autonomie
locali del Paese, in alcune zone emergono vicende su cui è giusto che la magistratura faccia il suo corso”, ha detto.

“Noi lavoriamo per rinnovare la nostra presenza e i nostri metodi, lavoriamo per una gestione più sobria e trasparente e attenta ai problemi dei cittadini”.

Anche la presidente dei senatori PD, Anna Finocchiaro, ha commentato la decisione sui destini del governo partenopeo. “Rispetto la decisione del sindaco di Napoli che ha scelto di
azzerare la giunta e di proseguire. E’ una scelta di responsabilità politica. Io, Anna Finocchiaro, ma è mia opinione personale, forse mi sarei dimessa”, afferma.

“La giustizia farà il suo corso”, prosegue la presidentessa dei senatori democratici nel corso della registrazione della puntata di ‘Porta a Porta’ che andrà in onda
stasera. “E la presunzione di innocenza ovviamente vale fino in fondo. Il punto però è che ci deve essere una responsabilità politica che è precedente a
quella penale. Noi dovremmo avere la capacità di mettere in campo delle risposte politiche, altrimenti non ci salveremo. Altrimenti sarà l’azione giudiziaria a determinare
la politica. E la politica in alcuni casi deve fare dei passi indietro se viene sfiorata da delle inchieste”.

“Noi abbiamo il grande compito e l’ambizione di costruire un partito nuovo e allora dobbiamo avere un rigore più netto. Io mi sento una responsabilità nei confronti di
questo partito, e per questo dobbiamo essere disposti a pagare dei prezzi a volte anche ingiusti. Proprio per il bene di questo partito. Noi, e mi riferisco la sistema politico nel suo
complesso – ha concluso Anna Finocchiaro – non siamo ancora riusciti a rendere trasparente il rapporto tra politica ed economia. Questo deve essere uno dei punti discriminanti su cui il
Pd deve costruire la propria identità”.

Intanto Gli assessori del Comune di Napoli, Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio e gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale sono stati sospesi dal Pd. La decisione è
stata resa nota dalla segreteria del Partito democratico della Campania.

“In relazione alle indagini avviate e ai provvedimenti adottati dalla Procura della Repubblica di Napoli, il segretario regionale del Pd Tino Iannuzzi, d’intesa con quello provinciale
Gino Nicolais – si legge in una nota – nel ribadire fiducia nell’operato della magistratura e rispetto della presunzione costituzionale d’innocenza per le persone indagate, ha deciso in
via cautelare di sospendere da ogni attività e incarico di partito gli assessori comunali in attesa dell’accertamento dei fatti”.

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