35° Sagra del Miele di Sortino
2 Ottobre 2015
Il primo week end di Ottobre a Sortino, un paese sui monti Iblei della provincia di Siracusa, si celebra tradizionalmente il miele che qui si produce artigianalmente nello stesso modo da secoli.
Il miele per chi vive a Sortino è una certezza come le tombe di Pantalica, la necropoli più grande d’Europa patrimonio Unesco, e la Valle dell’Anapo, sito naturalistico di infinita e poetica bellezza su cui si affaccia il paesino.
STORIA
I siculi si insediarono a Pantalica nel XIII secolo avanti Cristo e retaggio del mondo siculo rimane il formaggio pecorino dei pochi greggi rimasti e il miele, prodotto con gli stessi metodi di Hybla, impiegando arnie – i fascetri- fabbricate con bastoncini della pianta Ferula communis.
MERCATO
Sortino è conosciuta come la città del miele. È qui infatti che si concentra uno dei principali distretti di apicoltura siciliani, con una media di produzione che nelle annate migliori può arrivare fino agli 800 quintali, per un totale di circa 3000 alveari.
Miele di zagara, di millefiori, di eucalipto, ma soprattutto miele di timo, esclusivo di questa parte di Sicilia, prodotto dalle api sulle fioriture del thimus capitatus, pianta spontanea che cresce nella Valle dell’Anapo, con una fioritura che va da maggio ad agosto.

SAGRA DEL MIELE
Il primo weekend di ottobre Sortino celebra il suo prodotto più amato nella Sagra del miele, un’occasione per degustare le varie specialità della zona, per conoscerne le innumerevoli qualità e per assaggiare il prezioso “Spiritu de Fascitrari” -ossia il liquore dei mielai- la cui invenzione si dice di origine araba e risalente al X secolo d.C.- prodotto per distillazione dell’acqua che deriva dallo scioglimento della cera (che contiene molti residui zuccherini e di miele), successivamente fatta fermentare e distillata. Nell’ultimo anno sono nate due aziende che lo commercializzano.
Dal 2 al 4 ottobre 2015 l’Amministrazione comunale di Sortino ha organizzato una kermesse in cui si fonde la celebrazione del miele con le tradizioni come nella “Cursa de carrittetri” in cui i bambini del paese si sfidano sul “carrittetru” giocattolo d’altri tempi costituito da un’asse con quattro rotelle. La “Gessata” invece propone ai giovani di dipingere un’intera strada del paese. Anche gli spettacoli passano dalla tradizione con gli itineranti “Cumpari” e “La Serenata” che scelgono gli angoli più suggestivi per far risuonare musiche e canti, alla modernità con “I Baciamolemani”.
Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com





