Sanpellegrino, 282 esuberi. Uila: a marzo 8 ore di sciopero
6 Marzo 2009
“È impensabile che la crisi che sta vivendo la Sanpellegrino a seguito della calo dei consumi con conseguente calo della richiesta dei prodotti, venga pagata esclusivamente
dai lavoratori” così Pietro Pellegrini, segretario generale della Uila-Uil, è intervenuto dopo che il gruppo Sanpellegrino ha presentato alle organizzazioni sindacali un piano di
riorganizzazione che consiste in una diminuzione della capacità produttiva, e un esubero occupazionale di 282 lavoratori, di cui 40 nello stabilimento di Milano, 120 in quello di
Sanpellegrino Terme (BG), 12 a Scarperia (Fi), 25 a Recoaro Terme (Vi) e 85 a San Giorgio in Bosco (PD).
“A fronte di questa decisione, ha proseguito Pellegrini, i sindacati hanno indetto 8 ore di sciopero, 4 delle quali da svolgersi contemporaneamente in tutto il gruppo il prossimo 25 marzo
e altre quattro da gestirsi nei singoli siti”.
” Il momento di difficoltà che sta vivendo la San pellegrino – ha spiegato Pellegrini – e con lei tutto il comparto del beverage, non è sintomo di una crisi strutturale
dell’azienda, bensì è frutto di una crisi di mercato globale. Il sindacato è quindi disposto a convenire e condividere con l’azienda un percorso che metta l’occupazione,
soprattutto i lavoratori a tempo determinato, e l’azienda stessa al riparo da altre pericolose ripercussioni. Per fare questo è indispensabile mettere in moto tutti gli ammortizzatori
sociali che permettano di mantenere un posto di lavoro, anche a fronte di una riduzione di ore di lavoro, piuttosto che perderlo, perché solo non disperdendo la forza occupazionale le
aziende potranno ripartire al massimo non appena questa crisi finirà”.





