RAI, “Affari Tuoi”': milioni di abbonati alla rai possono fare causa per aver dovuto assistere ad un gioco a premi vietato dalla legge

 

Anche i concorrenti esclusi dal gioco o che non hanno vinto si organizzano e gia’
venti di loro sono pronti a far causa alla RAI.

La RAI sconfitta dai giudici penali che hanno
respinto le sue querele considerando piu’ che giustificate le denunce e i sospetti del Codacons.

Nuovi clamorosi sviluppi nella vicenda ”Affari tuoi” che vede contrapporti Codacons e Ministero dello sviluppo
economico da una parte e Rai e Endemol dall’altra.
Dopo la decisione del Ministero relativamente al gioco dei pacchi, si avvicina un mega risarcimento per tutti i milioni di abbonati alla RAI che possono provare di aver assistito alla
trasmissione ”Affari tuoi” negli anni 2005-2006: costoro possono fare causa alla RAI dinanzi al Giudice di Pace per il danno esistenziale consistito nel tempo perso e nella lesione
della buona fede. Intanto l’associazione sta raccogliendo le segnalazioni di cittadini che hanno tentato di partecipare come concorrenti alla trasmissione, ma sono stati esclusi dal
gioco, e di alcuni giocatori che pur partecipando non hanno vinto nulla. Già una ventina le cause di risarcimento da parte di costoro contro Rai e Endemol, in preparazione
davanti al giudice di pace.
In merito alle querele minacciate da Rai e Endemol contro il Codacons, l’associazione precisa che i giudici penali già in passato hanno respinto le denunce presentate contro
l’associazione, ritenendo più che fondati i dubbi sollevati dal Codacons, al punto tale che Paolo Bassetti (Endemol), è stato addirittura rinviato a giudizio per
diffamazione ai danni dell’associazione e del suo Presidente Carlo Rienzi, e dovrà comparire tra qualche settimana davanti ai giudici.
Esemplare a tal fine le motivazione con cui il Giudice del Tribunale Ordinario di Roma, Dott. Marco Mancinetti, ha archiviato le querele presentate da Flavio Insinna e Fabrizio Del Noce
contro i sospetti sollevati su Affari tuoi:
”in una trasmissione televisiva in cui vengono distribuiti premi in denaro e che dichiaratamente ambisce ad assumere di fronte al pubblico crismi di serietà e trasparenza, tanto
da prevedere in studio la presenza di un notaio, occorre che la casualità del gioco sia garantita non solo sul piano della sostanza, ma anche sul piano dell’apparenza. Non si
vedrebbe altrimenti la ragione di tenere un notaio in studio, peraltro costantemente chiamato in causa dal conduttore”.
“E’ dunque onere dei responsabili del programma scongiurare provvedimenti tenuti in trasmissione dal pubblico e dai concorrenti, idonei a ledere l’immagine di serietà e
regolarità del gioco. Altrimenti, è inevitabile che possano essere sollevati dubbi e sospetti: nella situazione descritta è fuori discussione che la critica sia
avvenuta su presupposti di fatto fondati e inoppugnabili”.
Ora la Rai dovrà chiedere indietro i milioni di euro erogati attraverso i premi elargiti nell’edizione del 2005 di Affari tuoi – conclude il Codacons – e i dirigenti dell’azienda
di allora dovranno essere processati dalla Corte dei Conti per i danni causati all’Erario.

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