Prezzo Grano 2015: € 30-34 al quintale, oggi è la metà. Che fare?
5 Settembre 2016
Altamura 4.9.2016
Il Movimento “Riscatto” accolto nell’Associazione Meridionale Cerealisti
PRECISAZIONI SULL’IMPORT DEL GRANO IN PUGLIA
Giovanni Mercadante
La tensione sul grano importato dall’estero continua a mantenere banco nel settore dell’agricoltura e la battaglia sulla caduta verticale del prezzo è sempre all’attenzione degli operatori agricoli che vedono sfumare le loro aspettative dopo un anno di duro lavoro.
I costi gestionali delle aziende agricole lievitano con un crescendo inarrestabile mettendo a dura prova la loro tenuta. Il prezzo del grano nazionale l’anno scorso era quotato intorno a € 30-34 al quintale. Quest’ anno la quotazione è crollata vertiginosamente a € 16-18 al quintale. Praticamente, si è abbassata del 50%.
Nonostante la qualità sia discreta, il problema è adesso la sovrapproduzione mondiale, la cui offerta sul mercato è chiaramente superiore alla domanda. E quest’ultimo prezzo è quello che viene pagato all’arrivo ad Altamura, creando scompiglio sul mercato nazionale.
Gli agricoltori non ci stanno e lanciano accuse contro il governo che non riesce a sponsorizzare la produzione nazionale. E’ una situazione che sembra non trovi soluzione.

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
Il Presidente dell’A.M.C./Associazione Meridionale Cerealisti, Nunzio Panaro, consapevole di questa situazione anomala per gli agricoltori, secondo cui va tutta la sua comprensione al comparto agricolo, afferma che “purtroppo è una regola di mercato molto semplice. Non è una questione di manipolazione dei prezzi. I produttori esteri si adeguano alle dinamiche dei mercati internazionali. La produzione italiana di grano duro di quest’anno secondo stime si è aggirata intorno ai 58-60 milioni di quintali, la cui collocazione sarà di difficile gestione. Inoltre, il prodotto nazionale quest’anno, come detto prima, è di qualità discreta, con caratteristiche merceologiche inferiori nella resa durante la trasformazione in semola. Quello estero è migliore, soprattutto a livello proteico”.

Nicola Panaro, figlio del Presidente, facente parte dello stesso organismo, e specializzato come broker internazionale, sottolinea che il prezzo dei cereali è determinato da una serie innumerevole di variabili, tra cui costi di produzione, costi di trasporto, di trasformazione, consumi, importazione, esportazione riserve provenienti da raccolti precedenti. In una sola parola: un mondo, un mercato globalizzato che tutti i componenti della filiera devono accettare con serenità e spirito di collaborazione e dialogo costruttivo per migliorare i rapporti tra tutti i componenti della filiera in un sistema integrato e di rispetto reciproco.
Tanto per intenderci, ha aggiunto Nunzio Panaro, per fare la nostra pasta italiana, la normativa nazionale del D.P.R. N. 187 del 9.2.2001, richiede un grano che non vada al di sotto del valore proteico di 11,5 nella sostanza secca, in quanto la materia prima durante il processo di lavorazione subisce la riduzione di un punto, e al di sotto del valore di 10,5 la semola non è commercializzabile sul territorio italiano. Da qui la necessità di importare dall’estero cereali con tenori proteici più elevati (Canada, Australia, Stati Uniti).

al centro da sinistra Mimmo Carone, portavoce;
Mimmo Viscanti, Comitato di Coordinamento Esecutivo;
Gianni Fabbris, Coordinatore
Di fronte a tale condizionamento, il Movimento “Riscatto” che nei mesi scorsi si è fatto promotore di una propria battaglia su tutta la penisola per difendere i diritti degli agricoltori, ha chiesto l’adesione all’interno dell’A.M.C.- Associazione Meridionale Cerealisti, il cui avvicinamento è stato salutato con favore da tutti gli associati in un clima di assoluta distensione con l’intento di instaurare un dialogo costruttivo tra il mondo agricolo e tutti gli altri attori della filiera.
Le nuove energie che sono entrate a far parte della predetta associazione, hanno cominciato a studiare delle strategie per superare questo gap e creare a breve termine una filiera corta per l’utilizzo del grano duro prodotto in Italia.
Giovanni Mercadante
Corrispondente da Altamura
Newsfood.com





