Praticanti e Professionisti, Toscana: «Pronto un milione di euro per prestiti ai giovani»

Toscana, 12 Dicembre 2007 – I soldi ci sono: un milione di euro che serviranno a costituire un fondo di rotazione per garantire prestiti d’onore ed un aiuto economico ai giovani
professionisti che si apprestano ad aprire una studio, magari uno studio associato, l’assessore alle professioni e alle riforme istituzionali Agostino Fragai ha confermato oggi nell’auditorium
del Consiglio regionale, nel corso di un gremito convegno organizzato dall’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro, l’intenzione già annunciata un paio di mesi fa.

Per attivare il fondo sarà necessaria una legge: l’occasione sarà la nuova legge toscana sulle professioni. «L’obiettivo è quello di permettere l’accesso dei giovani
a queste risorse entro il primo semestre del prossimo anno – spiega – E per scrivere la legge convocheremo tra febbraio e marzo tutti i rappresentanti degli ordini e delle assoc! iazioni
professionali in una sorta di piccolo town meeting, per confrontarsi assieme sui contenuti».
Gli aiuti per i giovani che vogliono aprire un bar, un’impresa agricola o una bottega artigiana già esistono. Non ci sono invece, al momento, aiuti economici
per i giovani professionisti. Da qui la proposta dell’assessore.
Si tratta di prestiti d’onore fino a 15 mila euro per i praticanti, senza interessi e restituibili in quattro anni, e contribuiti fino a 10 mila euro, sempre rivolti ai giovani, per sostenere
l’avvio di studi professionali o renderne più competitiva l’attività, a vantaggio anche degli utenti. Una mano tesa verso tutti i professionisti, ‘vecchi’ e ‘nuovi’, per i giovani
inquadrati nei 28 ordini nazionali e quelli riuniti in associazioni.
«Aiutare i giovani professionisti nell’avvio di una nuova attività – conclude l’assessore – vuol dire anche favorire la mobilità sociale. Sostenere le professioni nel loro
sviluppo è inoltre un passo obbligato, se vogliamo davvero modernizzare questo paese. Quella delle professioni è un’attività utile alla società e
all’economia».

Walter Fortini

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