Pisa: Maltempo, per l’agricoltura pisana è l’anno horribilis
6 Marzo 2009
Pisa – 500 ettari di campi inondati dall’Egola nel tratto che va dalla Serra a Ponte a Egola, nella Valdera. Affogate una ventina di aziende agricole che producono cereali e che per
effetto dell’esondazione hanno definitivamente perso l’ultima parte di raccolto, in particolare grano, già dimezzato nella quantità dopo le forti precipitazioni di dicembre e
febbraio.
Stimati danni per circa un milione di euro che vanno ad aggiungersi a quelli certificati dallo “stato di calamità naturale” concesso dalla Regione Toscana alla Provincia di Pisa nelle
scorse settimane. Per l’agricoltura pisana è l’anno horribilis.
Ma se questo è il bollettino “agricolo” del giorno dopo, l’ennesimo day-after di un anno eccezionalmente piovoso (sono caduti 80 mm di pioggia tra martedì e mercoledì),
Coldiretti Pisa (www.pisa.coldiretti.it) punta il mirino contro la cattiva gestione da parte del Consorzio di Bonifica della Valdera delle operazioni di pulizia e manutenzione del
torrente.
L’esondazione dell’Egola si poteva evitare. E’ fuori uscito dagli argini perché da anni “il Consorzio di Bonifica non effettua – attacca il Vice Presidente di Coldiretti, Paolo Nacci –
la necessaria manutenzione e pulizia degli argini e dell’alveo a fronte di una tassa che viene regolarmente pagata e che negli ultimi anni è aumentata in alcuni casi anche del 500%.
L’Egola è lasciato in completo stato di abbandono. Le piogge sono state intense – ammette – ma se l’alveo del fiume fosse stato tenuto in buono stato, i danni sarebbero stati
decisamente minori, i disagi accettabili, e oggi avremo aziende agricole con una speranza per il futuro. Oggi, il giorno dopo, una ventina imprese non l’hanno più”.
La vegetazione cresciuta selvaggia e rigogliosa negli argini e in particolare nel letto del fiume ha provocato una sorta di “tappo che impedisce, in casi di eccezionalità come quelli che
si sono verificati in questi giorni, all’acqua di defluire tranquillamente – spiega cosa è accaduto – e non è assolutamente vero che la colpa dell’esondazione è del ponte
che si trova tra la Serra e Ponte a Egola perché è esondato anche dal versante dopo il ponte”.
Sulla tassa che aziende e privati devono al consorzio di bonifica per la pulizia che materialmente non è eseguita l’organizzazione agricola analizza: “Il 70% del contributo consortile
viene destinato alle spese della macchina organizzativa del consorzio, e solo il 30% alle opere vere e proprie di bonifica. La pulizia dell’alveo e degli argini dell’Egola fanno parte di questo
30%. Poca cosa rispetto ai costi che si sostiene per gestire il Consorzio”.
Una situazione che è stata fatta presente anche al Prefetto e al Presidente della Provincia a cui Coldiretti si è rivolta con una lettera denunciando lo stato di fatto ed i danni
patiti, e chiedendo che si attivino affinché il Consorzio faccia il proprio dovere.
“Le aziende agricole – propone il Presidente Provinciale, Fabrizio Filippi – sono in grado e soprattutto, capaci di operare per pulire argini ed alvei al posto del Consorzio. Sono certo
che potrebbero farlo meglio e ad un costo inferiore. Del resto il regime di multifunzionalità lo prevede. Sicuramente – conclude – l’Egola resterebbe al suo posto. Dentro gli argini. Le
imprese agricole possono essere custodi del territorio”.





