Pasqua 2026 tra uovo e colomba: simboli, storia e migliori uova di cioccolato

Pasqua 2026 tra uovo e colomba: simboli, storia e migliori uova di cioccolato

By Giuseppe

Tradizione religiosa, simboli antichi e dolci pasquali, un viaggio fra storia, cultura e una selezione delle uova più interessanti da regalare o portare in tavola 

 

Newsfood.com,  31 marzo  2026


Il Punto e Virgola di Comolli

Santa Pasqua, prediligo l’uovo a tavola, ma la colomba come simbolo di passione e passaggio di pace

Difficile scegliere cosa regalare e cosa “aprire” durante le sante feste pasquali. Andando oltre ai vari piatti e prodotti che durante questo periodo sono sfornati, fritti, cucinati o cotti con maestria e creatività nelle diverse regioni e località italiane — su 8.000 comuni, si contano più di 550 prelibatezze solo culinarie e alimentari dedicate a questo tempo liturgico — l’uovo e la colomba pasquale vivono di un riconoscimento nazionale e internazionale e spesso antagonistico uno con l’altro.
A Pasqua, uovo e colomba continuano a rappresentare due simboli forti e complementari: vita nuova, rinascita, devozione e pace. Da tradizioni pagane e cristiane fino alle pasticcerie contemporanee, ecco una riflessione culturale e una selezione di uova pasquali firmata Osservatorio Ovse e CevesUni.

È una ricorrenza religiosa sancita dal Concilio di Nicea nel 325 d.C. per uniformare nella Chiesa cattolica la celebrazione del passaggio di Gesù dalla morte alla vita, anche simbolo della eternità, che prende il nome dall’antico aramaico ed è succedaneo al periodo ebraico. Coincide con il risveglio pagano della primavera con tradizioni antiche. Da festa ebraica e pagana, a ricorrenza santa per il cristianesimo cattolico: da qui la ricchezza secolare di usanze locali.

L’uovo pasquale tra paganesimo, rinascita e fertilità

In molti luoghi è il “coniglietto” a fare gli onori pasquali perché molto legato a Eostre, che avvisa del mutamento della stagione. Addirittura la “lepre”, nella mitologia germanica, allude a un uccello guarito dalla leggenda e trasformato in lepre che depone uova al dio Ostara, la dea della luce.

L’“uovo” è diventato molto diffuso quando è stato preso come simbolo della vita nuova, rinascita e fertilità già in atto, con tanto di festa, fra le popolazioni pagane, risalente agli antichi persiani, che addirittura le coloravano. In Egitto l’uovo simboleggiava il dio sole, mentre fra i babilonesi rappresentava la nascita di Ishtar, la dea Venere.

Dalla leggenda alla storia, dal paganesimo al cristianesimo, solo alla fine del XIX secolo diventa “il regalo” pasquale della famiglia, degli amici, grazie a un coniglietto di cioccolato che consegnava cestini di uova vere.

La colomba pasquale, simbolo di amore, devozione e pace

L’origine della “colomba” pasquale è, alla fine, molto più prosaica e recente come “regalo pasquale” nella versione di “panettone”. Anche in questo caso la colomba è simbolo religioso, rappresentando amore, resurrezione, devozione, fedeltà e soprattutto pace.

Si narra che fu San Colombano in persona che volle questo simbolo, “un colombo vero”, da far volare il giorno della resurrezione di Gesù, legata alla storia di Noè e quale animale fedele alla compagna per tutta la vita, finché morte non li separi. Si dice anche che San Colombano volle che fosse sfornato per Pasqua un particolare “pane bianco” a forma di colomba, quando la tradizione del VI secolo voleva il pane nero nei conventi e monasteri.

La colomba come dolce nasce a Milano intorno agli anni 1930-1935, in antagonismo con il panettone natalizio.

Dalle tavole aristocratiche al cioccolato moderno

Scambiarsi “un uovo di Pasqua” è una usanza antica, una forma di augurio e di aruspice nei secoli. Per questo vive ancora oggi fra tanti dolci di tradizione locale, ma sempre in forma di dolce. Da qui le decorazioni allora e nei secoli con zuccheri colorati e foglie di acanto d’oro sulle tavole aristocratiche.

L’uso del cioccolato per “coprire le uova” risale in Europa alla fine del Settecento. Uova rudimentali. La vera rivoluzione si ha quando si scopre la tecnica di separare il burro dal frutto cacao, anno 1828, e quindi si creano uova cave lisce.

Le prime uova sono lanciate in Inghilterra, poi alla corte del Re Sole e in grandi hotel del Sachsen tedesco. A metà del XIX secolo, per la tradizione cioccolatiera, Torino diventa capitale italiana. Solo nei primi decenni del ’900 si pensa all’arricchimento “con la sorpresa”.

Diverse le leggende e storie sull’inserimento della sorpresa: quella più strana parla di un uovo omaggiato a una bellissima giovane vedova con dentro il nome di uno spasimante con tanto di poesia d’amore. Come si vede, l’uovo è più prosaico e meno religioso della colomba.

Le uova di Pasqua 2026 selezionate da Ovse e CevesUni

Oggi le uova si producono in tutte le regioni italiane. Ecco le uova che abbiamo scelto, a cura sempre di Osservatorio.Ovse.org e di CevesUni Ricerca Eno-Agro-Cibo, fra tante: quelle che raccolgono ed esprimono la migliore capacità dei pasticceri e cioccolatieri moderni, per tutti i gusti e tutti i prezzi.

Come per i panettoni a Natale, anche le uova e le colombe sono più piccole e meno pesanti per mantenere al pubblico il prezzo del 2025. Oggi nelle pasticcerie e nei supermercati si trovano montagne di uova, di tutti i tipi, dolci e salati.

La selezione di Ovse e CevesUni

Peck, Milano
70% fondente da cacao equatoriale, con secondo uovo come sorpresa e anche cioccolatini di frutta. Esiste anche uovo di cioccolato bianco e al latte. Costa ma merita. Indicativamente euro 90-100.

Marchesi 1824
Una garanzia per tutto quello che è pasticceria di tradizione. Presenta tre versioni dello stesso uovo, con preferenza personale per il fondente puro.

Sant Ambroeus
Antichissimo laboratorio, nella versione cioccolato fondente e decorato con elementi ai tre cioccolati di colori diversi.

Guido Gobino
Marchio di garanzia e innovatore, uovo fondente al 63% amaro e mandorle di Sicilia, anche in versione cioccolato bianco.

Caffarel
Duecento anni di storia. Un uovo gianduia e fondente intenso con nocciole piemontesi. Indicativamente euro 35 cad.

Gianluca Fusto
Pasticcere e cioccolatiere artigianale da ricercare. Al latte con caramello, limone e mandorle piemontesi.

Bardini Piacenza 1940
Cioccolateria artigiana locale. Fondente Graffuovo di 450 grammi, solo cacao amaro lucido ma tutto graffiato, non liscio, formato a mano con cioccolatini come sorpresa. Indicativamente euro 40. Fondente puro 446 grammi dedicato al calcio con sorpresa.

Charlotte Dusart
Nota casa produttrice belga. Uova di piccolo formato al latte ricoperte di palline colorate di zucchero e aggiunta di caramello.

Antoniazzi, Mantova
Una presenza storica locale. Collezione di una serie di fondente con decorazioni di pasta di zucchero.

Balocco Exp
Fondente puro, liscio, lucido, spesso il giusto, con una sorpresa di Edulia. Versione anche al latte. Indicativamente euro 15.

Portrait Milano Bar Giardino
Maestro pasticcere Murzilli. Fondente lucido ripieno di cremino e granella di pistacchio, anche al latte e cioccolato bianco; versione anche salata con granella di arachidi, ricoperto a richiesta di zuccherati quadrifogli colorati estetici.

Sperlari Cremona
Solo fondente 65%, tendente amaro, in pasta di granella di torrone morbido con sorpresa di torroncini duri cremonesi.


Pasqua oggi: tra simbolo, consumo e identità

Uovo e colomba non sono solo prodotti dolciari, ma rappresentano due modelli culturali diversi che convivono ancora oggi.

L’uovo è diventato nel tempo un oggetto di consumo trasversale, sempre più legato al mercato, alla sorpresa e alla creatività dei maestri cioccolatieri. La colomba, invece, mantiene una dimensione più simbolica e identitaria, legata alla tradizione religiosa e al valore della condivisione.

Negli ultimi anni anche la Pasqua ha subito un’evoluzione simile a quella del Natale:

  • prodotti più piccoli
  • maggiore attenzione al prezzo
  • crescente differenziazione tra industria e artigianato

Accanto a questo, cresce il valore percepito del prodotto di qualità:

  • materie prime selezionate
  • lavorazioni artigianali
  • legame con il territorio

In un mercato sempre più affollato, la vera differenza non è tra uovo e colomba, ma tra prodotto anonimo e prodotto riconoscibile.

Ed è qui che si gioca la partita:
identità, trasparenza e qualità


Il Punto e Virgola di Comolli è la rubrica di analisi e commento dedicata ai grandi temi dell’economia agroalimentare, del vino e delle politiche europee, con uno sguardo attento ai territori, alle imprese e ai cambiamenti geopolitici che influenzano produzione, mercati e consumi.

Il “Punto e Virgola” non mette un punto fermo: osserva, collega e invita a capire cosa sta cambiando nel sistema agroalimentare italiano e internazionale.


Giampietro Comoll


Il Punto e Virgola di Comolli: Un punto per fermarsi, una virgola per andare oltre.
Il punto e virgola serve a collegare ciò che altri separano.

Clicca qui per vedere la rassegna stampa sempre aggiornata di “Punto e Virgola di Comolli”

 


© Riproduzione Riservata

Copyright:

Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
Siamo ciò che nutre  i nostri sensi

Direttore Giuseppe Danielli

Tag: Punto e Virgola, Comolli, Mercosur, Champagne, mercato vino, USA vino, Parlamento Europeo, guide vini, Coldiretti, Prosecco, export vino, mercosur vino, champagne vendite, mercato vino usa, guide vini italia, parlamento europeo agricoltura
Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD