Pagamenti in contanti, assegni e libretti al portatore: nuove norme

Si istituiscono disincentivi e limiti agli assegni trasferibili che saranno singolarmente tassati di ? 1,5, una stretta, anche, sulla pratica dell’intestazione «a me medesimo»,
sanzioni dall’1% al 40% dell’importo dell’assegno per le inadempienze.

Gli assegni c.d. liberi, costeranno di più al consumatore, infatti coloro che vorranno continuare a emettere assegni con la possibilità di girata, sotto ? 5.000, dovranno pagare
una nuova imposta di bollo da 1,5 euro ad assegno, che la banca sarà tenuta a versare al fisco.
Limiti sono previsti, anche, per la pratica, largamente diffusa in Italia, degli assegni a me medesimo: dal 30 aprile le intestazioni a me medesimo saranno possibili solo per consentire a chi
li emette di incassare soldi allo sportello, ma non potranno essere utilizzate come strumento di pagamento a terzi, spesso usato come alternativa al contante.

L’obiettivo del legislatore: è quello di scoraggiare l’uso del contante per cui il sistema paga, per la gestione, circa 10 miliardi di euro l’anno, favorisce l’evasione e itraffici
criminosi; il legislatore con i nuovi provvedimenti vuole incoraggiare la moneta di plastica, carte di credito e bancomat, più sicura e più economica per il sistema.
Un recente studio commissionato dall’Abi ha evidenziato che i costi per il settore privato legati all’uso del contante è appunto di circa 10 miliardi l’anno e che l’Italia, rispetto alla
media Ue, usa di più il contante, 90% contro il 70%, e ha più economia in nero, 26% contro 18%.
L’Associazione bancaria, ABI, ritiene che l’utilizzo delle carte di plastica sono il vero modo di pagare in contanti con più sicurezza nelle transazioni mentre è ritenuto antico,
pre-tecnologico l’uso della moneta cartacea.

L’introduzione, dal 30 aprile,dell’imposta di 1,5 euro su ogni assegno trasferibile dovrebbe disincentivare i consumatori all’uso degli assegni spingendoli ad utilizzare con maggiore frequenza
le carte di credito.
Nuovi limiti sono previsti anche per il trasferimento di contanti. Infatti l’adozione delle nuove norme antiriciclaggio si abbasserà a 5 mila euro, dagli attuali 12.500, la soglia per i
pagamenti in contanti o assimilati al contante, come ad esempio gli assegni trasferibili. I nuovi assegni, che verranno emessi, salvo esplicita richiesta del correntista, riporteranno la
dicitura NON TRASFERIBILE, e potranno continuare a essere usati come oggi senza altri limiti.
Adiconsum Toscana, pur esprimendo perplessità sull’uso della moneta di plastica (che potrebbe, senza una adeguata informazione e formazione dei cittadini sull’uso consapevole del denaro,
favorire il sovraindebitamento delle famiglie) ritiene utile la campagna di informazione che il sistema bancario adotterà, infatti, un milione di brochure, all’uso delle nuove regole,
sarà distribuito presso gli sportelli delle banche dal 15 aprile per informare in modo capillare i correntisti.

Le regole previste per gli assegni sono valide anche per i libretti bancari e postali al portatore, che saranno generalmente non trasferibili e non potranno superare la cifra di5 mila euro se
ne verrà richiesta l’emissione senza clausola di non trasferibilità.

SI COMPLICA ANCHE LA GIRATA, SERVIRA’ IL CODICE FISCALE
Le nuove norme rendono, volutamente, più complicata la vita a coloro che vorranno restare fedele all’assegno trasferibile, infatti sarà necessario, pena la nullità della
girata, inserire il codice fiscale del girante accanto alla firma (nel caso di girata di una società, il codice fiscale della ditta). L’istituto bancario potrà pagare l’assegno
solo se tutte le girate riporteranno anche i relativi codici fiscali, l’assegno sarà incassabile solo dall’ultimo girante che ha riportato correttamente anche il codice fiscale.
Sono previste multe, dall’1% a 40% dell’importo trasferito, per coloro che useranno in modo scorretto assegni, libretti e contanti. Le banche saranno tenute a segnalare le inadempienze al
dipartimento del Tesoro incaricato dell’antiriciclaggio che provvederà entro massimi 90 giorni irrorare la relativa sanzione amministrativa.

Leggi Anche
Scrivi un commento