Il socio che assume l'incarico di responsabile tecnico: requisito dell'immedesimazione

Con il parere del 18 dicembre 2007, prot. 0011618, il Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione al requisito dell’immedesimazione del responsabile tecnico, ha chiarito che se un socio
assume l’incarico di responsabile tecnico, questo deve essere uno dei soci partecipanti al lavoro. Inoltre, se è l’accomandante ad assumere l’incarico di responsabile tecnico, lo stesso
dovrà essere socio prestatore d’opera.
La prestazione d’opera del socio è indispensabile e questa può essere effettuata anche senza prestazione lavorativa a condizione che sia verificata la stabilità e
continuità del vincolo e il rapporto diretto con la struttura operativa dell’impresa stessa.
La legge 5 marzo 1990, n. 46 ha chiarito quali sono i soggetti abilitati che devono essere in possesso di tali requisiti: l’art. 2, infatti, stabilisce che “sono abilitate all’installazione,
alla trasformazione, all’ampliamento e alla manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1, tutte le imprese, singole o associate, regolarmente iscritte nel registro delle ditte di cui al
regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni ed integrazioni, o nell’albo provinciale delle imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443. L’esercizio delle
attività di cui al comma 1 è subordinato al possesso dei requisiti tecnico – professionali, di cui all’articolo 3, da parte dell’imprenditore, il quale, qualora non ne sia in
possesso, prepone all’esercizio delle attività di cui al medesimo comma 1 un responsabile tecnico che abbia tale requisiti”.
Da quanto sopra si evince che il titolare dell’attività o il responsabile tecnico preposto devono essere in possesso dei requisiti tecnico – professionali.

I requisiti tecnico – professionali – L’art. 3 della legge 5/03/1990 n°46 stabilisce quali sono i requisiti:
“I requisiti tecnico – professionali di cui all’articolo 2 comma 2, sono i seguenti:
a) laurea in materia tecnica specifica conseguita presso una università statale o legalmente riconosciuta;
b) oppure diploma di scuola media secondaria superiore conseguito, con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all’articolo 2, comma 1, presso un istituto statale o
legalmente riconosciuto, previo un periodo di inserimento, di almeno un anno continuativo, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;
c) oppure titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno 2 anni consecutivi, alle dirette
dipendenze di una impresa del settore;
d) oppure prestazione lavorativa svolta alle dirette dipendenze di una impresa del settore nel medesimo ramo di attività dell’impresa stessa per un periodo non superiore a 3 anni escluso
quello computato ai fini dell’apprendistato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e
di manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1.
Inoltre l’art. 4 e 5 della stessa legge stabiliscono, il primo l’accertamento dei requisiti tecnico – professionali ed il secondo il riconoscimento dei requisiti tecnico – professionali, infine
l’art.3 del DPR 6/12/91 n. 447 ( regolamento di attuazione della legge 46/90), stabilisce le modalità per l’ottenimento del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico –
professionali rilasciato dalla Camera di Commercio competente.”
I citati articoli sono stati abrogati dal DPR 18 aprile 1994 n. 392, che ha introdotto la denuncia di inizio attività da parte delle imprese in possesso dei requisiti tecnico –
professionali: è sufficiente, dunque, che le imprese si autocertifichino dichiarando di essere in possesso dei suddetti requisiti.

Rapporto di immedesimazione – Il responsabile tecnico, comunque, deve avere con l’impresa «un rapporto di immedesimazione» che consiste nell’essersi impegnato
con la stessa tramite un vincolo stabile e continuativo.

Riforma del Welfare di dicembre 2007 – Dopo l’abolizione del contratto di somministrazione e del lavoro intermittente (a chiamata o job on call), le forme di lavoro flessibile,
introdotte dalla legge Biagi e consentite per il responsabile tecnico, sono le seguenti:

Requisito

Lavoro a prestazioni ripartite

Lavoro a progetto

Assunzione dell’incarico di responsabile tecnico a titolo principale

SI

NO

Assunzione dell’incarico provvisorio di responsabile tecnico per ragioni sostitutive

SI

NO

Dimostrazione di avere svolto un’attività lavorativa alle dirette dipendenze di un’impresa del settore al fine di maturare il requisito
tecnico professionale

SI

NO

Dimostrazione di avere svolto un’attività lavorativa presso più imprese del settore al fine di maturare il requisito tecnico
professionale

SI

SI
(solo con riferimento a specifiche voci contenute nelle declaratorie relative a dette attività)

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