Il grano, il mio nemico

Il grano, il mio nemico

By Redazione

Una nuova parola d’ ordine nutrizionistica arriva dal mondo anglosassone per regolamentare la nostra dieta: stop al grano. Addio a pasta, pizza, pane, grissini, focaccia… tutti i cibi che
hanno come componente il perfido cereale.

Un numero consistente di consumatori, sia individui comuni che star come Scarlett Johansson e Gwyneth Paltrow, si stanno convertendo alla dieta senza grano; i produttori, da parte loro, mettono
in commercio sempre più alimenti che non lo contengono.

I motivi di tale scelta sono vari.

Innanzitutto, ci sono ragioni dietetiche: escludere i farinacei è un modo per restringere la scelta dei cibi per perdere peso.

Forse ancora più pressanti, le ragioni salutistiche: molti incolpano i derivati del grano per problemi come malattie della pelle, bolle, brufoli ed altri disturbi.

Ma questa nuova caccia al’ untore della tavola che ha fatto del grano il suo bersaglio, lascia delle perplessità. In primis negli addetti ai lavori.

Claire Williamson, nutrizionista della British Nutrition Foundation è scettica: “Non ci sono prove dell’ aumento delle intolleranze ai derivati dal grano. La sensibilità a tali
prodotti probabilmente è legata all’avversione ad essi: in tale fenomeno, la componente psicologica è superiore a quella fisica. Noi della Bnf consideriamo la dieta senza grano
una moda più che una scelta ragionata.”

Altri sono più cauti nel tranciare giudizi. Ursula Arran, dietologa e portavoce della British Dietetic Association, ad esempio: “Se nella mente di una persona esiste la convinzione
che determinati cibi avranno determinate conseguenze, essa cercherà di evitarli. In questi casi, come dietologa non posso semplicemente dirgli di mangiare quei cibi anche se la fanno
stare male. Allora, probabilmente, val la pena tentare per qualche mese una dieta senza grano. Se ti fa stare meglio, ok; ma tieni a mente che tale dieta è complicata e difficile da
seguire correttamente”.

Michelle Berridale-Johnson, editrice di Food Matters (magazine dedicato alle allergie e alle intolleranze alimentari) ci offre un punto di vista finora trascurato: “Alcune ricerche
hanno dimostrato che quando le persone credono di essere intolleranti al grano, seguono un’alimentazione più salutare, eliminando lo junk food. Dopo 2-3 settimane circa il 30% si sente
meglio. A chi non capita sono consigliate ulteriori indagini”.

Il problema allora potrebbe non essere il grano, ma la quantità che che ne assumi.

Un overdose di farinacei può infatti provocare un intolleranza alimentare temporanea, curabile eliminando dalla dieta tali alimenti per 2-3 settimane.

In conclusione: prima di iniziare una dieta senza grano (più costosa di quella “normale), eliminate i derivati del cereale dal vostro menù per almeno 2 settimane; poi,
reintroducetene alcuni ed osservate i sintomi.

Nel caso i disturbi dovessero continuare, rivolgetevi ad uno specialista: potreste soffrire di celiachia (l’ intolleranza del sistema immunitario al glutine).

Matteo Clerici

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