Il Chianti e il mercato statunitense
3 Dicembre 2012
Il Consorzio Vino Chianti in collaborazione con Slow Food Milano, ha presentato i risultati della recentissima ricerca di mercato sul mercato statunitense. L’iniziativa si è
svolta a Milano presso l’Osteria Grand Hotel con la partecipazione del Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, della prof.ssa Renée Bernhard della Bernhard Company, in
collaborazione con Millward Brown, che ha condotto la ricerca e che ha presentato i risultati dell’indagine di mercato, su campione nazionale rappresentativo di chi consuma personalmente o
determina il vino consumato in famiglia svoltasi durante il mese di agosto 2012 per conto del Consorzio, in merito al rapporto fra mercato e vino Chianti, e della Vice Presidente Slow Food
Lombardia, Daniela Rubino.
Più che soddisfatto il Presidente del Consorzio Giovanni Busi, che ha dichiarato: “Questa ricerca nasce dall’esigenza di interpretare al meglio uno dei nostri due principali mercati (la
Germania è il secondo, anche se il periodo non è certo dei migliori data la crisi degli ultimi anni). Su questo fronte, negli ultimi due anni, il Consorzio si è impegnato a
fondo nel cercare di presentare un programma promozionale allettante sia per l’azienda che ci segue e che cerca un buon canale per la vendita e quindi, con il preciso obiettivo di individuare
le piazze migliori ove andare a proporsi, sia per il consumatore che all’interno dei nostri eventi ha sempre un ruolo fondamentale: è colui il quale cerca la bottiglia di Chianti, al
ristorante, al bar, ecc.
Il nostro prodotto ha una forte tratto distintivo: rappresenta il meglio del Madeinitaly che il mondo ci invidia. Tutto ciò che può ruotare attorno all’Italia, alla Toscana ed
alla sua tradizione culinaria segna necessariamente un legame assoluto con il Chianti. In più, il Chianti ben si unisce a moltissime delle altre ricette della cucina italiana, e se
vogliamo anche del panorama internazionale.
Si potrebbe parlare di un sistema di territorio che va ben oltre l’aspetto enologico: si potrebbe parlare di valle del Chianti, per far sì che il Chianti diventi la denominazione
dell’Italia nel mondo, un brand riconoscile in cui lo stile del Chianti possa emergere.”
Busi ha proseguito: “Stiamo cercando di contribuire, nel modo migliore, alla promozione del territorio del Chianti e dei nostri associati: l’attività di comunicazione e di promozione
negli Stati Uniti, dove già da qualche anno siamo presenti con eventi targati Chianti, la Russia – il primo approccio lo abbiamo avuto il giugno scorso, mercato difficile ma altrettanto
interessante – la Svizzera, una piccola realtà ma dove il consumo di vino italiano si fa sentire, e l’Asia, l’ultima nostra trasferta oltre oceano del 2012.”
Il Presidente ha concluso: “Quest’appuntamento, servirà come strumento, come nuova chiave di lettura per parlare del nostro territorio all’estero. Ricordiamoci che la parola Chianti
è tra le dieci parole italiane più conosciute al mondo: dobbiamo certamente esserne fieri. E’ nostro preciso dovere, infatti, essere il portavoce di questa idea a sostegno e a
tutela del nostro territorio che copre gran parte della Toscana: azioni di questo genere certamente possono rafforzare ed aiutare il nostro settore.
Stiamo rilanciando l’immagine e il prodotto Chianti: la conferenza del 28 novembre servirà a sostenere ulteriormente le azioni che stiamo portando avanti in questa direzione.”
Silva Valier
Per Newsfood.com





