Disservizi ferrovie, Toselli (FI): «Bonus in dubbio? FS fornisce informazioni a pagamento!»

Disservizi e disagi per i pendolari sono ormai all’ordine del giorno, ultimo di una lunga serie, quello che si sono trovati ad affrontare gli abbonati Trenitalia nel mese di febbraio:
impossibilità di vedersi riconosciuto nel prezzo dell’abbonamento l’usuale sconto per i ritardi sofferti.

A occuparsi del problema il consigliere regionale di Forza Italia, Francesco Pietro Toselli, che ha presentato un’interrogazione in merito alla Giunta Bresso.

«Sulla questione la Regione – afferma l’esponente azzurro – si era tutelata pubblicando, nel sito della Giunta, un comunicato stampa il quale, richiamando non meglio specificati problemi
tecnici e organizzativi di Trenitalia, garantiva comunque ai pendolari che lo sconto, seppure posticipato al mese successivo, sarebbe stato riscuotibile. In realtà ci sono giunte
numerose segnalazioni da parte di utenti che, essendosi rivolti alle biglietterie delle varie città, si sono visti rispondere che questo sconto sarebbe stato soppresso dal mese di
febbraio».

Informazioni quindi diverse per clienti sempre più confusi. Ma cosa succede quando si cerca di mettersi in contatto con Trenitalia? «L’incredibile realtà – denuncia Toselli
– è che non esiste un numero verde. Quindi i cittadini se vogliono informazioni sicure o anche solo segnalare disguidi devono telefonare a un numero a pagamento. Il costo è
elevatissimo, da rete fissa 15 centesimi per lo scatto alla risposta e poi 54 centesimi ogni minuto di conversazione, da cellulare 15,5 centesimi alla risposta e 1 euro e 26 centesimi per ogni
minuto. Tirate due somme per 5 minuti di chiamata si passa dai 3 ai 6 euro».

La situazione è tanto più paradossale se si pensa che si tratta di un servizio pubblico e che non sono rare le emergenze che possono colpire la rete ferroviaria. Si pensi ad
esempio se si fosse verificato un incidente, i parenti dovrebbero pagare per sapere le condizioni dei propri cari.
«Questa situazione – conclude Toselli – è insostenibile. In primo luogo vogliamo che la Giunta Bresso chiarisca se gli sconti sugli abbonamenti sono stati realmente ritardati o se,
al contrario, non si sia voluto minimizzare il problema solo perché in periodo elettorale. Inoltre chiediamo che la Regione intervenga per sollecitare la creazione di un numero verde di
Trenitalia».

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