Cremona: piano energie rinnovabili in Commissione Ambiente

Cremona – Sono circa 70 i Megawatt di energia elettrica prodotti da fonti rinnovabili già autorizzati o che stanno affrontando l’iter autorizzativo in provincia di Cremona, la
maggiore delle fonti utilizzate è rappresentata dalle biomasse, utilizzate per produrre biogas oppure come combustibile diretto (biomasse legnose).

Alcune centrali, di potenza variabile fra i 350 Kw e i 19 Mw utilizzano o intendono utilizzare oli vegetali. Il mini idroelettrico è presente in misura minore. Gli impianti a energia
solare e fotovoltaica sono di potenza inferiore al Mw e quindi non necessitano di autorizzazione.

Il dato è stato fornito dalla dirigente del Settore Ambiente della Provincia alla Commissione Ambiente, convocata per dare di fatto inizio al lavoro di elaborazione del Piano delle
energie alternative all’interno del Piano energetico provinciale. L’obiettivo dovrebbe essere quello di incentivare le fonti rinnovabili nella produzione energetica, fino ad arrivare almeno a
200 Mw.
Il presidente della Commissione Ambiente, Andrea Ladina, ha sottolineato come il tema delle energie da fonti rinnovabili sia uno degli aspetti più qualificanti di questa tornata
consiliare e amministrativa.
Il presidente Giuseppe Torchio ha evidenziato l’importanza dell’aggiornamento delle pianificazioni provinciali, davanti a una crescita economica che pone la provincia di Cremona ai vertici
lombardi e all’imminenza della realizzazione di grandi infrastrutture per le quali, ad esempio, sarà necessario reperire grandi quantità di inerti. Ed ha ricordato come, di fronte
a progetti industriali importanti come il raddoppio dell’acciaieria Arvedi, sia necessaria una quantità molto maggiore di energia. E al diniego della realizzazione della centrale
turbogas era stato affiancato l’impegno proprio allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La situazione attuale, ha proseguito Torchio, vede l’idroelettrico come potenzialità, soprattutto per quanto riguarda il Po. Una potenzialità che però potrebbe diventare,
in alcuni anni, una realtà se davvero nelle prossime settimane si farà concreta la proposta di un colosso tedesco per la realizzazione delle barriere sul fiume che garantirebbero,
oltre alla produzione idroelettrica, anche la navigazione.Il mini idroelettrico vede alcuni interventi in progetto o in fase di realizzazione, ma deve superare alcuni scogli in Regione, che ora
bloccano, per esempio, l’impianto di Isola Dovarese.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, già su molti nuovi edifici provinciali sono previsti gli impianti.

Sarà invece da riprendere con forza la questione della definizione di Cremona come sede del Distretto agroenergetico, che ora è posta anche di fronte alle disposizioni sulla
«filiera corta», cioè sull’utilizzo di materie prime prodotte nella zona di trasformazione, previste dalla nuova legge finanziaria.
La stessa legge peraltro, ha precisato la dottoressa Pesaro, prevede ulteriori agevolazioni che hanno comportato, già in questi primi giorni dell’anno, numerose richieste di informazioni
o di ampliamento di impianti esistenti o di realizzazione di nuovi impianti di potenze comprese fra i 10 e i 20 Megawatt.
L’assessore all’Ambiente Giovanni Biondi ha rimarcato come con la riunione della Commissione si avvia un processo che sarà complesso e che dovrà coinvolgere tutti i livelli
istituzionali e tutti i soggetti possibili. Si è poi soffermato sul fotovoltaico, affermando che ci sono margini enormi di crescita e che verrà approntata una forte campagna di
sensibilizzazione e di promozione.
Naturalmente on poteva non essere argomento di discussione la vicenda della centrale a oli vegetali di Martignana Po e delle contestazioni cui l’opera è sottoposta. Dopo aver
sottolineato come le autorizzazioni date dagli uffici provinciali siano assolutamente corrette, in quanto la richiesta risponde ai requisiti di legge, la discussione si è incentrata
sulle possibilità di trovare una soluzione.

Giampaolo Dusi ha sostenuto la necessità di indirizzi precisi da parte della Provincia, anche se essi, è stato precisato, non potranno avere un valore retroattivo.
Il consigliere Pierluigi Tamagni ha sottolineato come non si debba invadere il campo delle competenze altrui, in questo caso del sindaco, poiché in merito alla localizzazione la
Provincia non ha competenze al di là della verifica dei requisiti di legge.
Poiché però la richiesta di un intervento da parte della Provincia, e la disponibilità a discuterne, è stata avanzata dallo stesso Comune di Martignana, l’assessore
Biondi ha riferito che sono in corso contatti per verificare alcune soluzioni, fra cui quella di un possibile spostamento della localizzazione.
La commissione ha quindi dato ampio mandato al presidente Torchio e all’assessore Biondi di aprire un confronto con tutte le parti in causa, svolgendo un ruolo di mediatore e di facilitatore
nella ricerca di possibili soluzioni.

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