Contro la crisi del parmigiano-reggiano occorre lavorare su qualità e marketing

Contro la crisi del parmigiano-reggiano occorre lavorare su qualità e marketing

By Redazione

Più integrazione e coerenza all’interno della filiera produttiva, urgente revisione del ruolo del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, maggiore coinvolgimento della grande distribuzione per
rilanciare il mercato e affrontare le sfide future: è quanto emerso dalla mattinata di lavori del Convegno sul “Re dei Formaggi”, organizzato dalla Camera di Commercio Parma con la
collaborazione tecnico dell’associazione “Marketing Club”.

In circa 150 al’appuntamento, che ha inaugurato il ciclo “I convegni sull’economia del territorio” dopo l’introduzione del presidente della Camera Andrea Zanlari, ha visto i contributi del
presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, del professor Corrado Giacomini dell’Università di Parma e e di Massimo Gelati, Presidente del “gruppo Gelati”.
L’esperienza di “Parmareggio Spa” e la testimonianza della distribuzione organizzata, rappresentate da Francesco Pugliese, Direttore generale di Conad hanno chiuso i lavori.

Il Presidente Andrea Zanlari ha definito “molto positiva questa prima giornata della serie d’incontri che realizzeremo con Marketing Club. Dobbiamo continuare a lavorare per diffondere questo
messaggio: cambiare mantenendo la qualità, ricordandoci che siamo stati i primi, noi italiani, a creare il marchio collettivo per promuovere i prodotti di alta qualità”. Uno sguardo
al passato, ma anche un invito alla innovazione, quello che Zanlari ha lanciato nel suo discorso introduttivo. “Il Parmigiano-Reggiano è un prodotto che secoli di storia, una storia che
però dovrà essere riscritta. Le sfide per il futuro sono impegnative, una di queste è rappresentata dai meccanismi di contrattazione che, ora come ora, non sempre
rispecchiano i valori effettivi del prodotto. Perciò la Camera di commercio è tra i primi sostenitori della Borsa Merci Telematica, un sistema di contrattazione che assicura
trasparenza e che sta ottenendo crescente riscontro dagli operatori”.

“Stiamo uscendo da una crisi pesantissima durata 5 anni – ha detto Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – e vogliamo stabilire condizioni nuove per evitare di ricadere in una posizione simile,
per questo l’incontro di oggi è orientato al marketing da un lato e alle possibilità di vedere attuate presso il consorzio le stesse strategie. Il Consorzio, nonostante le
polemiche, resta il punto di riferimento per tutti i produttori di Parmigiano-Reggiano e c’è un’esigenza impellente di agire sul prodotto. Il marketing deve contribuire a coordinare tutte
le funzioni, dalla logistica, al packaging, al posizionamento di prezzo del prodotto. Ricordiamo il nostro compito: la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’ informazione al consumatore.
Crediamo indispensabile rendere chiara l’etichettatura del prodotto, che ha bisogno di un passaporto per il mercato interno ed estero”.

Senza la pretesa di «consigli risolutori», il professor Corrado Giacomini dell’Università di Parma ha individuato fra i limiti dell’attuale situazione una “divisione nella
gestione” del marketing fra Consorzio e imprese che, secondo il docente universitario, vedrebbe il Consorzio occuparsi di “prodotto e promozione” lasciando alle aziende “prezzo e collocazione”.
«Questa separazione – dice Giacomini – non consente un’impostazione unitaria e organica della strategia di marketing del sistema nei confronti della grande distribuzione organizzata e del
consumatore.»
Inoltre, la politica di prodotto, se da un lato ha fin qui permesso «di affermare con forza il marchio del Consorzio sul mercato» dall’altro «non ha mai puntato sulla
differenziazione dell’offerta secondo le valenze qualitative del formaggio» nonostante le possibilità offerte dal regolamento di marchiatura tramite il ricorso a diversi segni
distintivi (extra, export, bollini colorati secondo la stagionatura), «che il consumatore non conosce e non può apprezzare.»

Secondo Massimo Gelati, Presidente dell’omonimo gruppo, al Parmigiano-Reggiano serve una migliore integrazione della filiera: dall’allevamento degli animali da latte sino alla vendita del
formaggio stagionato, rafforzando soprattutto la presenza di imprenditori, singoli e in cooperativa.

Gelati ritiene urgente differenziare il Parmigiano-Reggiano dal Grana Padano, attraverso consorzi, associazioni e raggruppamenti temporanei che operino anche sui mercati esteri; incrementare la
vendita diretta, dal produttore al consumatore, potenziando sia gli spacci interni ai caseifici sia il commercio elettronico; far crescere il ruolo dei gruppi d’acquisto solidale; aumentare i
negozi “portabandiera” in luoghi di grande concentrazione di consumatori e turisti; lavorare sulle esportazioni e sul miglioramento di qualità e sicurezza, così come con la
ristorazione e la grande distribuzione, e sostenere gli organismi di controllo che, tutelando il consumatore, tutelano anche i produttori onesti e capaci.
             

Paolo Micheli, Presidente della “Parmareggio Spa”, società del consorzio cooperativo modenese Granterre, ha ricordato come il Parmigiano «in particolar modo nei momenti di crisi, non
genera ricchezza per l’intera filiera: infatti, mentre la distribuzione è l’unica a beneficiare del valore costruito attorno alla DOP ed ha i suoi giusti margini, spesso i ricavi dei
produttori, degli stagionatori e dei confezionatori sono ridotti al minimo o in perdita.». Da qui la scelta, definita «strategica» che ha visto la società di Montecavolo
creare una marca che ad oggi è l’unica marca aziendale del Parmigiano-Reggiano», che controlla il 20% del mercato.

Di grande distribuzione ha parlato Francesco Pugliese, Direttore Generale del CONAD: “L’andamento delle vendite nei punti di vendita Conad è in controtendenza rispetto alla media di
mercato: il rapporto, a volume, tra Parmigiano-Reggiano e Grana Padano è 51%/49% quando nella grande distribuzione è attestato a 30%/70% e al banco taglio vendiamo il 57% del
Parmigiano-Reggiano contro il 43% a libero servizio. Nel 2009 abbiamo venduto 195 mila forme di Parmigiano-Reggiano (il 9 per cento in più rispetto all’anno precedente), di cui 25 mila di
selezione Sapori&Dintorni Conad stagionato 30 mesi, di altissima qualità. Per superare in modo definitivo la crisi non ci si può limitare a contenere l’offerta o ad una
più intensa promozione all’estero e alle nuove proposte per i consumatori (snack, fast food…) nell’ottica di sostenere la domanda. Occorre che il Consorzio si adoperi per evitare
nuove spinte speculative e confusione nei prezzi al consumo controllando la produzione e determinando la conseguente stabilità dei prezzi. Non è la grande distribuzione la
responsabile della crisi”. 

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