Contatori gas e ipotesi di truffa

Firenze – La Procura della Repubblica di Milano ha avviato un indagine per truffa nei confronti di vari gestori milanesi del gas, in particolare nei confronti dell’amministratore
delegato dell’Eni, come informa oggi il quotidiano «La Repubblica», si tratterebbe di bollette gonfiate per la mancata manutenzione dei contatori che, mediamente, segnavano un
10-15% in più dei reali consumi.

I dati sono il risultato di una perizia della Procura, che oggi ha ordinato anche una serie di sequestri da parte della Guardia di Finanza.

In attesa che le indagini siano portate a compimento e che l’eventuale incriminazione per truffa sia formalizzata, cosa deve fare l’utente, visto che e’ frequente, in tutta Italia, il sospetto
che gli importi delle bollette non corrispondano ai reali consumi e visto che la vetustà dei contatori non sarebbe una prerogativa solo milanese?

Abitualmente, quando si verifica una anomalia, l’utente ne chiede conto al gestore che, altrettanto abitualmente, salvo casi particolarmente eclatanti, risponde che tutto e’ come dovrebbe
essere, e qui scatta una richiesta formale tramite messa in mora, come preambolo per un eventuale giudizio. In questo caso, invece, crediamo sia superflua la messa in mora. A fronte di un
minimo di dubbio e’ opportuno chiederne conto al proprio gestore energetico e, se questi non risponde subito o nel giro di pochissimi giorni (il tempo non gioca a vantaggio degli utenti e
spesso e’ utilizzato dal gestore per prendere tempo e sfiancare la pazienza dell’utente) e’ necessario procedere subito con un esposto alla Procura della Repubblica della propria provincia,
facendo riferimento ai fatti milanesi: si potrebbe trattare di un reato penale (truffa) e quindi la procura ha le competenze per intervenire.

L’esposto, oltre che consegnarlo di persona alla cancelleria della procura, si può inviare con una raccomandata A/R in cui si raccontano obiettivamente i fatti e si chiede al magistrato
se non ritenga opportuno intervenire perché negli stessi vi ravvede gli estremi del reato di truffa. Infine e’ importante che questi esposti siano inviati per conoscenza anche a noi
(www.aduc.it o via Cavour 68, 50129 Firenze) sì che ne possiamo dare il più ampio rilievo mediatico e meglio informare e coordinare i cittadini che hanno questi sospetti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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