Confesercenti: gli italiani su termovalorizzatori e discariche

Gli italiani dicono sì alla realizzazione di termovalorizzatori, inceneritori e discariche purché si facciano? a casa d’altri, ovvero a distanza di “sicurezza” dalle
proprie abitazioni. Soprattutto le discariche, spesso contestate, dovrebbero essere collocate almeno a 46 chilometri dalla propria casa secondo la media delle risposte date ad un sondaggio
Confesercenti-Publica ReS. Chilometri che diventano 44 invece per gli inceneritori e si riducono a soli 32,8 per i termovalorizzatori.

C’è anche una piccola minoranza che sarebbe disponibile a guardare dalla propria finestra termovalorizzatori o discariche. Il 4% degli intervistati, infatti, accetterebbe i primi
anche a meno di un chilometro, mentre solo l’1% tollererebbe una discarica. All’opposto il 12% non vorrebbe termovalorizzatori a meno di 100 chilometri da casa sua. Percentuale che sale al 22%
nel caso di una discarica.

Proprio i termovalorizzatori sembrano essere, secondo gli intervistati, la migliore soluzione da adottare: lo sostiene il 48%, mentre un 10% propende per gli inceneritori e solo un misero 6%
opta per le discariche. Mentre un altro 22% afferma che questi sistemi debbano essere usati tutti insieme.

Ma esiste un “rischio Napoli” anche per altre città? Sì, secondo la maggior parte degli intervistati. Per il 70% di essi, infatti, quello che è avvenuto
nella città campana, dopo mesi di gestione inefficace, potrebbe accadere anche nella propria città di residenza. Resta un 29% che invece esclude
un’eventualità di tale genere.

Vanno invece meglio le cose per quanto riguarda lo smaltimento attuale dei rifiuti da parte dei Comuni che in media ottengono dagli italiani un voto di piena sufficienza: 6,5. Infatti il 58%
del campione promuove a pieni voti la propria amministrazione comunale con un 20% che da un bel 8, il 10% si spinge fino al 9, l’11% arriva ad un rotondo 10.

Bene anche la propensione alla raccolta differenziata, anche se coloro che non la praticano, esprimono opinioni assai diverse: per un 29% i cassonetti sono troppi distanti dalla propria
abitazione. Un 20% invece è scettico: sono convinti che i rifiuti dopo la raccolta vengono rimischiati. E c’è un 9% che dichiara candidamente di non essere proprio
interessato.

Secondo la Confesercenti ” c’è saggezza e buona volontà nelle risposte date al sondaggio, specie quando viene segnalata l’esigenza di intervenire con un’urgenza e con
una pluralità di strumenti per risolvere la questione rifiuti.

La priorità rimane comunque l’emergenza di Napoli.

Si deve agire con immediatezza e determinazione contro la criminalità. Inoltre dobbiamo convincere i cittadini a collaborare per ripristinare la normalità.
Al Governo chiediamo di fare presto, di usare tutta la sua autorevolezza per definire una precisa strategia nazionale sulla questione rifiuti e per fare un’opera di convincimento e debellare
rapidamente ogni ostacolo criminale che tiene in ostaggio la capitale del Mezzogiorno.

Documento allegato:
I risultati dell’indagine

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