Anatra vecchia fa buon brodo: riapre il Fat Duck

Anatra vecchia fa buon brodo: riapre il Fat Duck

By Redazione

Dall’Inghilterra una notizia che forse scontenta i ristoratori ma rende sicuramente felice gli amanti della buona tavola: il Fat Duck, ristorante regno dello chef scientifico Heston Blumenthal,
riapre dopo una chiusura imposta a causa di sospetti problemi d’igiene, legati ai casi di malessere di numerosi clienti. L’Agenzia per la Protezione della Salute ha infatti dichiarato che il
locale non ha ancora ricevuto l’assoluzione totale ma, visto che non sono state riscontrate irregolarità finora, ha permesso la riapertura dell’esercizio.

Più che soddisfatto il proprietario, Heston Blumenthal; nonostante gli attestati di stima e di fiducia ricevuti da colleghi cuochi di tutto il mondo, la chiusura delle attività si
è rivelata una dura prova economica, stimabile intorno alle 300.000 sterline, circa 328.000 Euro, non ancora del tutto superata: le ostriche non sono infatti parte integrante del
menù, per motivi precauzionali.

In particolare, è stato escluso Suono del Mare, una composizione a base di ostriche, sabbia commestibile e molluschi (rimane però disponibile l’iPod che serviva a fornire al
consumatore la colonna sonora marina d’accompagnamento alla pietanza).

Non desta quindi sorpresa il fatto che Blumehthal descriva il periodo d’interruzione d’attività come il suo peggiore incubo, con la cucina chiusa e gli ispettori della sanità ad
infilarsi dappertutto in cerca d’infrazioni.

Il peggio sembra comunque essere passato: il personale del Fat Duck è ritornato al lavoro, pieno di energia e di voglia di ricominciare. Stessa risposta positiva dai clienti, cui la
disavventura non ha intaccato il rispetto per il locale e l’apprezzamento per la cucina, anzi.

Bryan Lynch ha ricevuto dalla sua compagna un pranzo a sorpresa come regalo di 40° compleanno. «Sapevo solo di dover venire qui questa mattina» ha dichiarato «altrimenti (se
il Fat Duck non avesse riaperto) sarei andato da Le Gavroche. Ma volevo venire qui da lungo tempo».

Nichola Barnet, anche lui cliente, vuol dire la sua sul recente problema. «Abbiamo sentito dire che le pulizie sono state fatte male. Non posso credere che un posto come questo abbia una
cattiva igiene. Stavo cercando da tempo un’esperienza del genere».

Ms. Barnett, 43anni, è chef su uno yacht di solito ormeggiato ad Antibes. Durante un breve viaggio di ritorno in Gran Bretagna, ha voluto portare il suo compagno al Fat Duck per un regalo
di compleanno in ritardo: la paura per i possibili problemi di salute è stato l’unico modo per trovare posto libero per prenotare: «Noi volevamo venire lo stesso; abbiamo tentato di
prenotare dopo la chiusura e ci siamo riusciti solo lunedì» afferma.

Gail Gallie, è venuta qui per celebrare il suo 38 compleanno da North London. Il verdetto? «Veramente fantastico. Il miglior compleanno che ho mai avuto. Abbiamo aspettato 3 anni per
venire qui e n’è valsa la pena». Il suo amico Jim Godfrey è stato egualmente impressionato: «Heston era molto rilassato, sapeva quello che stava facendo».

Anche il tassista che porta avanti ed indietro i clienti non ha mai riscontrato bocciature per la cucina: «Faccio questo lavoro da cinque anni e non ho mai sentito una lamentela. Tutti lo
amano».

Patricia Thacker ha festeggiato nel locale il suo 64° compleanno ed anche lei non risparmia i complimenti: «C’era magia in ogni piatto. Tutto era così speciale». Suo
marito, nonostante il giudizio positivo, rimane l’unico cliente a non sperticarsi in elogi: «Era buono. Ma non era il mio genere di cibo».

Matteo Clerici

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