Alla Sda Bocconi la convention annuale del Cib – Resoconto

Alla Sda Bocconi la convention annuale del Cib – Resoconto

By Giuseppe

Le prospettive del sistema bancario italiano: professionalità e responsabilità
Resoconto convention Cib alla Sda Bocconi di Milano

Assoedilizia informa

Milano, 13 novembre 2024

 

di Saverio Fossati

Le prospettive del sistema bancario: professionalità e responsabilità

Alla Sda Bocconi la convention annuale del Cib

Manager bancari al servizio di tutti e non solo dei profitti: si è svolta il 13 novembre presso la Sda Bocconi la 14° convention Cib (corso Intensivo di gestione Bancaria), cui ha partecipato Assoedilizia Informa

Adalberto Alberici

 

 

I primi saluti sono stati di Adalberto Alberici (docente alla Statale di Milano e Fellow di Banking and Insurance presso SDA Bocconi School of Management), poi l’Ad della scuola Stefano Caselli ha ricordato che quest’anno ricorre il 50° anniversario della scuola, un momento importante per il Cib: “Sda Bocconi è una scuola di management; le due parole sono fondamentali perché la scuola è una comunità mentre la formazione non è un bene da comprare: Il management è per definizione responsabilità e il Cib ha lavorato con le istituzioni finanziarie proprio su questo.

Ma il Cib è stato anche il compagno di viaggio delle banche, facendo la storia del nostro Paese”.

 

 

Rossella Cappetta

 

 

Dopo la consegna di una targa di riconoscimento ad Alberici ha preso la parola Rossella Cappetta (Professoressa Associata del Dipartimento di Management e Tecnologia), che ha espresso il valore storico del Cib: “Un faro che abbiamo seguito nella progettazione di moltissimi nostri corsi”.

 

Il cuore del convegno è stata la relazione di Alessandra Perrazzelli (vice Direttrice Generale Di Banca D’italia), dedicata all’evoluzione del sistema bancario: competenze per gestire la complessità. Nell’introdurla, Alberici ha sottolineato come il nuovo modello di governance vada oltre il recupero ed efficienza e produttività.

 

Alessandra Perrazzelli

Perrazzelli ha evidenziato come questi cinque anni abbiano visto il cigno nero della pandemia ma il sistema finanziario ha tenuto bene e i provvedimenti presi sono andati nella giusta direzione.

Ma lo scenario geopolitico attuale è cambiato, con un divario tra l’economia europea e quella Usa, che aumenterà con una serie di impatti. Stiamo osservando, ha detto Perrazzelli, le potenzialità dell’Ai e stiamo speculando sulle opportunità e sui rischi del quantum computing.
Per gestire queste complessità è necessario capire quali siano le competenze importanti per governarle, in un contesto così diverso rispetto al passato. Si tratta, ha detto Perrazzelli, di diversificare le competenze per prendere decisioni informate al fine di una sana e prudente gestione.
“Non avremmo mai pensato che lo sviluppo tecnologico potesse avere questa velocità e questo impatto sui modelli di business” ha detto Perrazzelli. E ha registrato la sempre più crescente esigenza dei clienti per accedere ai canali digitali per gestire le proprie risorse finanziarie.

Inoltre, tra gli operatori tradizionali e quelli di Fintech esiste una forma di collaborazione per meglio stare sul mercato rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche. Un altro aspetto è la tecnologia che si applica agli operatori e ai supervisori, superando barriere geografiche e dando sempre più importanza alle regole internazionali.

La variabile tecnologica ha una valenza politica per chi vuole affermare la propria capacità di leadership nel contesto internazionale. Ma ci sono anche i rischi: accanto a quelli classici come  credito, mercato e liquidità, che dalla tecnologia sono ampliati (come è accaduto con la Silicon Valley Bank), c’è l’esternalizzazione dei servizi informatici, dove il controllo diventa più complesso: immaginiamo, ha proseguito Perrazzelli, quali siano i possibili effetti sistemici del blocco di un fornitore di servizi che li forniscano a una pluralità di operatori, per non parlare della pirateria informatica  e di violazione della privacy, rischi che ormai strategici perché minano il perno di tutto il sistema finanziario, cioè la fiducia.

Occorre quindi un rafforzamento della cultura del rischio. Perrazzelli ha poi elencato i punti nevralgici degli sviluppi della supervisione: la neutralità tecnologica della regolamentazione, la vigilanza basata sui rischi e la necessità di comprendere che gli oneri di supervisione sono destinati ad aumentare e complicarsi.

È stato poi affrontato il tema del regolamento Ue Dora, definito addirittura “invasivo” per le procedure attuali. Ma come Autorità, ha detto Perrazzelli,  lavoriamo per l’introduzione dei fattori Esg (fattori di sostenibilità) nelle metodologie della gestione dei rischi da parte delle istituzioni finanziarie. Occorre poi attivare leve che permettano di conciliare la produttività con la gestione del personale, attraverso meccanismi premiali e smart working. Il banchiere, insomma, ha concluso Perrazzelli “Deve saper essere”.

Nella parte finale della convention il pubblico ha rivolto numerose domande sulla relazione di Perrazzelli, puntate sulle prospettive future della governance ma anche del ruolo dei manager bancari e delle banche stesse. Perrazzelli ha risposto di essere per la “biodiversità bancari”, perché cioè rimangano realtà territoriali anche piccole, “Ma quello che notiamo è che queste piccola banche cercano di adeguare la domanda dei clienti a una nuova formulazione dell’offerte su piattaforme. Lo scenario globale è comunque quello di grandi piattaforme tecnologiche che offrono servizi a medi e gradi operatori finanziari. Oggi in Italia abbiamo un sistema bancario abbastanza in salute, ha spiegato Perrazzelli, anche attraverso una bella riduzione di realtà che non riuscivano più a stare sul mercato. Quindi ci attendiamo concentrazioni bancarie ma anche piccole banche che troveranno forme di cooperazione e aggregazione.

 

 

Foto: Adalberto Alberici alla 14 convention Cib

 

Redazione Newsfood.com
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