Alimentare: aziende stritolate tra credito e costi di gestione
14 Ottobre 2008
Sono 10.000 le aziende del dettaglio alimentare che potrebbero chiudere in conseguenza della crisi economico-finanziaria. E’ quanto emerso durante la riunione di oggi della giunta
nazionale della federazione degli operatori del settore alimentare della Confesercenti.
“Pesa enormemente – ha sottolineato il presidente della Fiesa, Giancarlo Petruccioli – l’atteggiamento degli istituti di credito che stanno richiedendo agli operatori
commerciali il rientro dai fidi ed imponendo misure di restrizione dell’accesso al credito. A questo si aggiungono le conseguenze del calo delle vendite che nelle ultime settimane
si è attestato sul 5 per cento”.
“Sono quindi necessarie – ha aggiunto Petruccioli – misure finalizzate ad attuare azioni di sostegno in favore delle imprese e dei consumatori. In questa direzione, la
Fiesa-Confesercenti chiede tagli sugli acconti fiscali delle imprese a novembre, l’eliminazione dei registratori fiscali, inutili dal punto di vista normativo e costosi per la
gestione, il superamento della doppia tassazione sullo smaltimento degli scarti di lavorazione di origine animale e la detassazione delle tredicesime dei consumatori, per rafforzare il
potere d’acquisto e sostenere i consumi delle famiglie. Si tratta di interventi indispensabili – ha concluso il presidente della Fiesa – che non possono più
aspettare dopo anni di calo dei consumi e di fronte ad una fase economica nazionale ed internazionale così difficile e preoccupante”.





