ADUC: Consorzi di bonifica, basta con le gabelle assurde
26 Settembre 2008
Firenze – Finalmente. Una sentenza della Commissione tributaria potrebbe mettere a nudo tutte le contraddizioni dei consorzi di bonifica, quegli enti pubblici che dovrebbero
preservare il territorio, ma che si riducono, in molti casi, solo ad incamerare soldi dai cittadini.
E’ accaduto a Pistoia, dove un cittadino ha fatto ricorso contro una cartella di pagamento emessa dal Consorzio del Padule di Fucecchio. La Commissione ha accolto la tesi del cittadino,
in cambio del pagamento il cittadino non riceve alcuna utilità, pertanto non e’ dovuto quello che viene considerato un obolo per il mantenimento di uno dei tanti carrozzoni su
cui imperversano le nomine partitiche.
Sono decine le segnalazioni giunteci da tutta Italia da cittadini che non si capacitano delle richieste di pagamento che vengono intimate e il cui pagamento spesso e’ dovuto solo per il
fatto stesso che esista una previsione di bonifica.
Riguardano aumenti ingiustificati, pagamenti richiesti dopo anni e anni, doppia tassazione, fino al caso di richiesta di pagamento su un terreno che non appartiene al ‘contribuente
forzato’.
Speriamo che questa sentenza spinga le regioni, non solo la Toscana, direttamente interessata dal caso, a ripensare la preservazione dell’assetto idrogeologico del territorio,
eliminando i consorzi di bonifica che non svolgono il loro servizio.




