A Milano nuovo servizio di rilevazione prezzi energia elettrica

Milano – Passare al libero mercato dell’energia farebbe risparmiare al sistema delle piccole imprese milanesi circa 100 milioni di euro all’anno, emerge da una stima della
Camera di Commercio di Milano che tiene conto dei prezzi medi rispettivamente pagati sul mercato libero e su quello tutelato e di una stima del consumo medio annuo in MWh delle piccole imprese
milanesi.

È infatti di 81,7 euro al megawatt/ora il prezzo medio dell’energia elettrica pagato sul mercato libero dalle piccole imprese (rilevato sui contratti al 1° gennaio 2008 a prezzo
indicizzato e monorario per le fasce di consumo fino a 300 MWh) rispetto ai 94,6 euro al megawatt/ora pagati sul mercato tutelato (fissati dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas
al primo trimestre 2008 per utenze non domestiche in bassa tensione), con un risparmio medio di circa 13 euro al megawatt/ora. Quindi anche per chi ha profili di consumo più bassi il
libero mercato conviene. Lo dice la prima rilevazione dei prezzi di fornitura dell’energia elettrica.

Un nuovo servizio della Camera di Commercio di Milano, unico finora in Italia, con aggiornamento trimestrale, utile a colmare quelle carenze informative più volte lamentate dalle piccole
imprese riguardo alle quotazioni del libero mercato. La rilevazione su di una fornitura annua di energia elettrica a utenti non domestici, fatta su sette profili di consumo, riguarda sia i
prezzi fissi che i prezzi indicizzati medi al megawatt/ora applicati da venditori e grossisti sulla piazza di Milano e Provincia. Nel caso dei prezzi fissi, il corrispettivo pattuito rimane
costante per tutta la durata del contratto; nel caso di prezzi indicizzati, il corrispettivo varia sulla base di formule di indicizzazione e con cadenze diverse, contrattualmente stabilite
dalle parti. I prezzi indicizzati rilevati si riferiscono al corrispettivo valorizzato al primo mese di fornitura (Gennaio 2008). I dati riportati rappresentano la media semplice troncata dei
corrispettivi unitari, espressi in ?/MWh: dalla loro analisi emerge che i prezzi fissi risultano più alti di quelli indicizzati, in quanto nel prezzo fisso gli operatori incorporano
anche il costo dell’assicurazione a copertura di possibili oscillazioni del costo di generazione dell’energia nel periodo di fornitura.

Si differenziano per classe di consumo annuo, tensione di allacciamento, tipologia di contatore installato e modalità di consumo orario. I primi tre profili, con una unica fascia oraria
e allacciati in bassa tensione, si distinguono esclusivamente per il livello di consumo, funzione della dimensione aziendale e della tipologia di attività produttiva svolta. I restanti
quattro profili sono caratterizzati da un contatore multiorario, in grado di rilevare i consumi nelle diverse fasce orarie, il prezzo rilevato è dato dal corrispettivo medio calcolato
sulla base dei singoli prezzi per fascia e delle quote di prelievo nelle diverse fasce orarie. Dall’analisi dei dati emerge un significativo scarto tra i prezzi praticati per
l’approvvigionamento in alta modulazione, rispetto a quelli in bassa.

Ciò è dovuto al maggior costo dell’energia elettrica nelle ore diurne dei giorni feriali. Ne consegue che ciò che fa davvero risparmiare, almeno per i livelli di consumo
rilevati, è la modalità di prelievo orario e non le quantità consumate. Chi si rivolge al mercato libero? Soprattutto le imprese più grandi o particolarmente
energivore ad oggi si sono rivolte al mercato libero: lo confermano i risultati che mostrano prezzi, sia fissi che indicizzati, pressoché identici per i profili più bassi di
consumo caratteristici delle piccole imprese, ad indicare l’assenza di segmentazione e di varietà d’offerta del mercato al di sotto della soglia del consumo annuo dei 300MWh. E anche dal
primo Rapporto sulla domanda di energia elettrica delle imprese sulla piazza di Milano promosso dalla Camera di commercio di Milano risulta che solo un’impresa su quattro infatti a giugno 2007
ha già approfittato della piena liberalizzazione del settore per gli utenti non – domestici.

Il restante 75% preferisce affidarsi ancora al mercato tutelato mentre le piccole imprese con consumi annui inferiori ai 300 mila kWh per il 90% scelgono ancora il mercato tutelato. La
rilevazione è stata effettuata dal servizio Prezzi della Camera di Commercio di Milano ed è pubblicata trimestralmente sul bollettino delle rilevazioni dei prezzi all’ingrosso
sulla Piazza di Milano e provincia. «Un mercato è libero – ha dichiarato Carlo Sangalli presidente della Camera di Commercio di Milano – se è trasparente e se il consumatore
può scegliere fra diverse offerte. Con la liberalizzazione del mercato energetico molti imprenditori hanno sentito l’esigenza di una mappa, di una bussola per orientarsi in un settore
fondamentale e complesso. E il nuovo servizio della Camera di commercio nasce proprio per venire incontro a queste esigenze. Questi primi risultati soddisfano, non solo quelle legittime
richieste di trasparenza, ma anche lo sviluppo di una cultura che faciliti l’approccio al libero mercato, con conseguenti migliori opportunità per tutti gli operatori economici».

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