Ogm: bene lo stop alle coltivazioni biotech, ora serve un Piano proteico

Ogm: bene lo stop alle coltivazioni biotech, ora serve un Piano proteico

By Redazione

“Lo ripetiamo per l’ennesima volta: l’agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha bisogno degli Ogm. E, quindi, accogliamo con apprezzamento la firma del decreto che blocca nel nostro
Paese le coltivazioni transgeniche”. Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta così la firma, da parte del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, del
provvedimento di stop al biotech dopo la decisione della Commissione sementi di negare l’autorizzazione ad un mais geneticamente modificato.

“Una misura del genere – sottolinea Politi – l’avevamo sollecitata subito dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato. E, oggi, anche in seguito alle decisioni assunte a livello Ue, in
particolare il via libera alla patata transgenica ‘Amflora’, diventa ancora più importante avere una politica chiara su un argomento così delicato che investe la sfera
etica”.

“La nostra contrarietà agli organismi geneticamente modificati – rimarca Politi – non è ideologica. Siamo, infatti, convinti che in Italia ed in Europa è possibile produrre
colture proteiche libere da Ogm, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori”.

“Non a caso, da tempo chiediamo – rileva il presidente della Cia – che nell’Ue e in Italia si predisponga un Piano europeo e nazionale per le colture proteiche. E’, d’altra parte, inammissibile
che il proteico fornito agli allevamenti sia per il 90 per cento soia di importazione, spesso geneticamente modificata, in quanto più economica. In Italia, complice la caduta dei prezzi di
listino del mais in molte zone del Nord, la produzione di soia, ovviamente libera da Ogm, è raddoppiata e triplicata con prezzi di mercato interessanti e convenienti. Mentre, sempre in
Italia, paese leader delle grandi Dop della zootecnia, si sono persi in pochi anni 30 milioni di quintali di ottimo mais non biotech in grado di fornire agli allevatori Italiani un prodotto di
qualità”.

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