Cino Tortorella, il Mago Zurlì giornalista enogastronomo – Papà dello Zecchino d’Oro

Cino Tortorella, il Mago Zurlì giornalista enogastronomo – Papà dello Zecchino d’Oro

By Redazione

Ho conosciuto Cino Tortorella ad Alberobello; è da qui che è iniziata la nostra bella avventura in giro per l’Italia

Un’avventura fantastica enogastronomica durata 6 anni, fino alla sua morte avvenuta il 23 marzo 2017

Quanto qui riportato in articoli, interviste, aneddoti… è frutto delle testimonianze dirette di Cino Tortorella, raccontate al sottoscritto, Giuseppe Danielli

Articolo pubblicato il: 18 Agosto 2011, rivisto in ottica SEO il 23 marzo 2025.

Alberobello, 10 agosto 2011
Siamo nell’Hotel Ristorante Cuor di Puglia, a poche centinaia di metri dal “Cuore del Centro Storico di  Alberobello” e ci godiamo la spontanea ospitalità pugliese, ai bordi della piscina di acqua salata.
Accanto a me un personaggio che non potrà mai essere dimenticato da quelli della mia età, quelli nati negli anni ’50 ed da tutti coloro che amavano e amano ancora la miriade di canzoni dello Zecchino D’Oro: Cino Tortorella, arci-conosciuto come Mago Zurlì.

E’ qui anche lui, come giornalista enogastronomo, per il Gran Gala Premio Excellence che  riceverà stasera il Cav. Dante Renzini, il re indiscusso dell’Alta Gastronomia Umbra e ora anche produttore di ottimi vini del territorio della Val d’Itria.

Cino ha allietato, fatto cantare e divertire migliaia di bambini, ha avuto dei figli ma il destino, per ora, non ha voluto regalargli un nipotino.

Non è molto contento di essere riconosciuto solamente come Mago Zurlì e non conta più gli anni, il 27 agosto 2011 compirà 950 mesi.

Ci ha raccontato molti episodi della sua lunga carriera di autore, regista e scopritore di personaggi dello spettacolo.
Mentre ci racconta dei Gatti di Vicolo Miracolo (erano sei all’inizio della loro carriera), gli facciamo una sorpresa.

Chiamiamo Giorgio Calabrese (l’autore teatrale e paroliere di Mina, Bindi, …) “Ciao Giorgio, ti passo un tuo vecchio Amico….”
E’ stato toccante assistere alla loro commozione, e la rispettiamo.

Scopriamo che uno dei suoi desideri più grandi è quello di diventare nonno e allora il sottoscritto, sul momento si inventa il “Premio Nonno ad Honorem” e lo consegna virtualmente a chi indiscutibilmente lo merita più di ogni altro.

Cino ci racconta di quando è nato lo Zecchino d’Oro ma parla solo dei primi anni poi cambia discorso.

Vuole raccontare del suo viaggio nell’Aldilà e del suo ritorno, dopo un Pit stop (Non è uno scherzo, lo ha raccontato ultimamente anche a Cortina Incontra con il Prof. Scapagnini, il medico di Silvio Berlusconi).
Racconta di una grande luce, di un grande chiarore e di una immensa pace.

Siamo poi andati alla Grande Festa in onore di Dante Renzini, abbiamo avuto ancora modo di stare con Cino Tortorella anche il giorno dopo e parlare di collaborazione giornalistica tra Newsfood.com e la testata che ora dirige, Sapori d’Italia, da lui fondata nel 2006.

Passa qualche giorno ma continuiamo a chiederci: perchè il Mago Zurlì non vuole più parlare dello Zecchino d’Oro?

Chiediamo a Google e scopriamo che l’invidia e la cattiveria hanno colpito anche il mondo dei bambini, dell’Antoniano, di Mariele, di Richetto (oggi ristoratore nel messinese) ed anche il nostro Mago.

Riportiamo un sunto di quanto abbiamo rilevato da internet e ci scusiamo, in primis con Cino Tortorella, se non abbiamo potuto verificare la veridicità di quanto riportato (restiamo a disposizione per apportare le dovute modifiche).

Lo Zecchino d’Oro nasce nel 1959, ideato da Cino Tortorella

E’ una rassegna canora internazionale di musica per bambini.
È divenuto parte del costume e patrimonio culturale italiano delle generazioni degli anni sessanta in poi.  Nell’aprile 2008, insignito della targa “Patrimoni per una cultura di pace”, consegnata nel corso di una cerimonia organizzata dai Club e Centri UNESCO.
A vincere lo Zecchino d’Oro, così come gli altri riconoscimenti, non sono i bambini ma sono gli autori e compositori delle canzoni.

Cino Tortorella, nel 1959 è già famoso grazie al programma della tv dei ragazzi “Zurlì, il mago del giovedì”, in cui interpretava il ruolo del Mago Zurlì. Alcuni
imprenditori che organizzavano la Triennale di Milano il “Salone del Bambino”, gli chiedono di inventare una trasmissione per quell’occasione e Cino Tortorella pensa a una specie di Festival di Sanremo per bambini e la prima edizione va in onda il 24 settembre 1959.
Tortorella struttura la prima edizione ispirandola all’albero degli zecchini d’oro della favola di Pinocchio.
Nel 1961 Tortorella incontra Mariele Ventre e trasferisce la manifestazione presso i frati minori dell’Antoniano di Bologna. Da allora lo Zecchino d’Oro è legato inscindibilmente all’Antoniano.
Nel 1963 nasce il Piccolo Coro dell’Antoniano, coordinato e diretto da Mariele Ventre, composto all’inizio da soli cinque bambini e nello stesso anno, le canzoni presentate allo Zecchino d’Oro iniziano ad essere incise su disco (allora in vinile, 33 giri).
Nel 1965  vengono inviate al concorso ben 527 canzoni. I piccoli cantanti, il coro ed i frati, con tutti i collaboratori, vengono ricevuti in udienza speciale da Papa Paolo VI.

Nel 1959 è in Eurovisione e raggiunge il record di 150 milioni di spettatori.  Nel 1973, la Rai riduce la trasmissione alla sola giornata finale (via radio le giornate
precedenti).
Cino Tortorella abbandona il costume di scena del Mago Zurlì.
Lo Zecchino d’Oro diventa una rassegna internazionale nel 1976: parteciparono anche canzoni straniere.
E’ del 1981 la prima trasmissione a colori e arriva il  patrocinio dell’Unicef, e la Rai torna a trasmettere in TV tutte le puntate.
Dal 1991 i ricavi economici della manifestazione sono devoluti ad opere di bene, attraverso una speciale raccolta di fondi chiamata il “Fiore della solidarietà”.
Viene a mancare Mariele Ventre, sostituita da Sabrina Simoni.

Nel 2006 esce di scena anche Topo Gigio.
Nel 2008 per la prima volta, oltre allo Zecchino d’Oro e al Telezecchino, vengono introdotti come premi anche lo Zecchino Rosso, Bianco, Blu e Verde, assegnati ogni giorno da una giuria diversa.
Questo è l’ultimo anno in cui è presente lo storico ideatore e presentatore della manifestazione Cino Tortorella. Nel 2009 lo Zecchino d’Oro compie 50 anni.

Nel 1997 il programma è al centro di una polemica sollevata da Striscia la notizia  e Cino Tortorella difende la trasmissione  dimostrando la falsità della notizia ma
Striscia ribatte  con altre accuse.
Nello stesso anno è lo stesso Tortorella (che in passato aveva già polemizzato con i vertici Rai in occasione dell’esclusione di Topo Gigio) ad attaccare la trasmissione, sostenendo che a causa dell’Antoniano la Rai stava cancellando tutte le trasmissioni legate all’Antoniano stesso, e che presto sarebbe toccato anche allo Zecchino d’Oro. Il conduttore e ideatore della trasmissione intenta una causa per “danni morali” contro l’Antoniano, con l’intento di riavere i diritti televisivi della trasmissione e risollevarne le sorti.
Questo porta alla sua esclusione dalla trasmissione.

Nel 2010 Tortorella torna ad attaccare lo Zecchino d’Oro nella trasmissione Mattina in famiglia. Durante la puntata del 21 novembre 2010, il conduttore si esprime in maniera molto critica sulle ultime edizioni dello Zecchino d’Oro, in particolare sulla 53ª, conclusasi il giorno precedente.
Dice Cino Tortorella -:”Questo non è lo Zecchino d’Oro, lo Zecchino ha smesso di essere d’oro quando è morta Mariele, è diventato d’argento, è diventato di bronzo
quando hanno mandato via padre Berardo, poi quando hanno mandato via Topo Gigio è diventato di stagno, poi quando hanno mandato via quello che lo ha fatto (riferendosi a se stesso n.d.r.) è diventato di latta, questo è lo zecchino di latta.”

Ora abbiamo capito e comprendiamo il comportamento di  Cino Tortorella e della sua ombra, il Mago Zurlì.

Mentre noi ascoltavamo “Il Pulcino Ballerino”, “Le tagliatelle di nonna Pina”, “Popoff”, “Il valzer del moscerino”, “Quarantaquattro gatti, … dietro le quinte, negli ultimi anni, si combatteva, ed è ancora in corso, una tenzone sotto le ali del Dio Denaro.

Cino Tortorella, Nonno ad Honorem, già autore, regista televisivo e giornalista gastronomico  vorrebbe ancora poter fare molto per i bambini e sicuramente, con la sua bacchetta di Mago ci riuscirà.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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