Livorno: Coldiretti – Convegno “Le risposte che vogliamo per la filiera agricola tutta italiana”

Livorno: Coldiretti – Convegno “Le risposte che vogliamo per la filiera agricola tutta italiana”

By Redazione

Livorno – Incoraggiare i giovani a diventare agricoltori, sostenere l’agricoltura locale, assicurare trasparenza sui prezzi, promuovere le energie rinnovabili e sostenere microprogetti
nelle campagne, estendere l’obbligo di indicare l’origine degli alimenti in etichetta per consentire di distinguere il proprio prodotto da quello importato, e ancora assicurare la copertura della
banda larga nelle aree rurali, migliorare le infrastrutture nelle campagne e strade, strutture idrauliche.

Questi i punti chiave del documento di Coldiretti presentato a Cecina durante il convegno dal titolo “Le risposte che vogliamo per la filiera agricola tutta italiana” a cui ha partecipato il
candidato alla Presidenza della Provincia di Livorno, Giorgio Kutafà (assente per concomitanza di impegni), il candidato Costanzo Vaccaro (Pdl) che si è detto, al termine del
faccia a faccia con gli imprenditori agricoli (un centinaio i presenti), “disponibile a collaborare al progetto dell’organizzazione agricola”.

In una sala della Biblioteca gremita il Presidente Provinciale, Simone Ferri Graziani ha analizzato le criticità del settore e snocciolato quelli che sono gli interventi, a vario
livello, per garantire all’agricoltura un futuro a partire dalla “revisione del Piano di Sviluppo Rurale a livello provinciale favorendo gli assi d’intervento legati al pacchetto giovani e
dalla manutenzione dei corsi d’acqua attraverso un piano di bonifica straordinaria per la zona di Collesalvetti regolato da un protocollo d’Intesa con la Provincia e le altre realtà
territoriali per il conferimento in appalto di lavori in assegnazione diretta agli agricoltori mediante albo provinciale (l’esempio è quello del Consorzio di Bonifica delle Colline
Livornesi).

Ma Coldiretti ha chiesto anche un’agricoltura moderna, multifunzionale, di servizio alla società (agri-asili, fattorie sociali etc), e “collegata” con il mondo grazie a reti telematiche
veloci per comunicazione dati, realizzazione delle reti fognarie e miglioramento della viabilità delle strade poderali e vicinali.

Tra i temi, già anticipati dallo stesso titolo del convegno, quello della filiera corta. L’organizzazione agricola ha chiesto “la realizzazione dei farmers market in ogni comune per la
vendita diretta dei prodotti agricoli locali con regole severe come quelle che attuiamo nei mercati di Campagna Amica e naturalmente una promozione del consumo dei prodotti agricoli e biologici
nella ristorazione e all’interno delle mense pubbliche in modo particolare quelle scolastiche.

Già annunciata, nel corso dell’ultima manifestazione in difesa del Made in Italy, la battaglia per garantire “prodotti italiani” sugli scaffali della grande distribuzione come il latte
che è tra i prodotti più taroccati. “Il consumatore – ha spiegato Roberto Franchini, Direttore Provinciale – tutto questo non lo sa e noi glielo vogliamo raccontare. La nostra
lotta è appena iniziata”.

Capitolo a parte è stato riservato all’Isola D’Elba e alle imprese agricole che non possono più essere viste come riserva Indiana di un’agricoltura marginale ma motore di sviluppo
per il territorio recuperando quel ruolo primario perso negli ultimi anni. “L’Elba – ha ricordato Ferri Graziani – ha bisogno di una profonda revisione specie per quanto attiene i rapporti con
gli organismi di gestione territoriale. La libertà di fare impresa in gran parte del territorio è limitata”.

Da qui la proposta di unificazione dei comuni magari attraverso un referendum consultivo, per ridurre lo svantaggio competitivo da zona a zona ed il proliferare di norme e regolamenti.
“Chiediamo che gli agricoltori entrino nella gestione del Parco, che siano coinvolti – ha ribadito il numero uno livornese di Coldiretti – e l’eliminazione del divieto di utilizzo di mezzi
meccanici per alcuni lavori agricoli ma anche incentivi per il recupero e la manutenzione dei terrazzamenti e la realizzazione di micro invasi per il recupero delle acque piovane per il periodo
estivo”.

Un modello vincente quello proposto durante l’incontro, “un modo con cui gli Stati Uniti pensano di superare la profonda crisi economica delle famiglie americane e di dare prospettive agli
agricoltori. Il modello agricolo per cui noi ci battiamo da anni è, dunque la ricetta messa in campo dal governo della più grande democrazia e potenza economica del Mondo” – ha
concluso Ferri Graziani”.

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