Crisi economica, Cia: l’agricoltura scende in piazza
30 Gennaio 2009
“Ora basta con il teatrino delle chiacchiere e delle promesse mancate. Il governo non ha dato alcuna risposta valida ai gravi problemi dell’agricoltura. Martedì
prossimo 3 febbraio è stata convocata in via straordinaria la Direzione nazionale che deciderà immediate iniziative di protesta su tutto il territorio”. Ad
annunciarlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che denuncia una situazione ormai insostenibile per le imprese agricole, sempre
più oberate da costi, da oneri contributivi e da pesanti adempimenti burocratici.
“Nei giorni scorsi -avverte Politi- avevamo chiesto un preciso segnale da parte del governo. La risposta che attendevamo, però, non c’è stata. Nel Consiglio
dei ministri è stato varato solo il decreto sulle quote latte. Nulla, invece, di sgravi contributivi, di ripristino del Fondo di solidarietà nazionale per le
calamità naturali, di attenuazione dei costi produttivi, di un chiarimento definitivo per l’Ici sui fabbricati rurali. Le nostre richieste sono cadute nel vuoto”.
“Davanti a questo persistente disinteresse -afferma il presidente della Cia- la nostra mobilitazione riprenderà con maggiore intensità in tutto il Paese. Nella
prossima settimana decideremo le iniziative da sviluppare e le loro modalità. Il governo ha sempre fatto delle promesse nei confronti del settore agricolo, ma non ne ha mantenuta
una. Ora bisogna mettere la parola fine a queste sceneggiate. Gli agricoltori vogliono serietà e soprattutto concretezza. La crisi che stanno vivendo è la più
difficile degli ultimi trent’anni e solo il governo non ne ha compreso la portata. Per questo motivo la nostra protesta, quella di migliaia di imprenditori agricoli, sarà
dura e senza alcun cedimento. Vogliamo che l’agricoltura venga considerata alla stregua degli altri settori, a cominciare da quello dell’auto per il quale si stanno
studiando interventi e cercando di trovare, le opportune risorse. Per le imprese agricole, invece, nulla”.





