La Distilleria Caffo replica all’articolo sul Messaggero: “Lesivo e fuorviante”
27 Gennaio 2009
“La presenza del nostro prodotto nell’articolo del Messaggero di ieri, 26 gennaio, a firma di Raffaella Griggi è lesivo e fuorviante”.
Inizia così la replica con cui precisano la loro posizione le Distillerie Caffo e, in particolare, Sebastiano caffo, le cui dichiarazioni sono state travisate.
“Il minibrick è una innovazione di packaging che sostituisce le classiche mignon esistenti già sul mercato italiano da sempre. Non abbiamo quindi inventato un modo per
aggirare la legge ma studiato un packaging innovativo per un prodotto assolutamente legale. Il nostro minibrick, infatti, è regolarmente dichiarato, paga le accise come qualsiasi
altro prodotto alcolico. E, quanto al suo contenuto, esso è pari a 25 ml., ovvero poco più di mezzo bicchierino standard di liquore, quantitativo che consente di rimanere
perfettamente entro i limiti previsti dalla legge per chi guida. Relativamente alla nostra presunta istigazione al consumo di alcol in quantità eccessiva, la Distilleria Caffo
promuove il bere responsabile tanto che, nonostante non ci sia alcuna legge che lo impone, ha fatto scrivere su ogni confezione la dicitura BEVI RESPONSABILMENTE. E quanto al consumo
negli stadi, esistono altre confezioni monodose di alcolici non confezionate in vetro che vengono vendute in questi luoghi da almeno 30 anni.
Le informazioni contenute nell’articolo, inoltre, sono scorrette. Anzitutto perchè si fa riferimento al Vecchio Amaro del Capo, prodotto dalla stessa ditta, ma attualmente non
disponibile nei minibrick. Infine, una precisazione. Non è il tipo di confezione a favorire gli eccessi, come dimostra il fatto che i consumi principali di alcolici non sono
né dati dai minibrick né dalle mignon, ma piuttosto dalle confezioni tradizionali. I formati monodose rappresentano una quota di mercato minima e, casomai, consentono di
assumere solo un quantitativo moderato. Inoltre, acquistare il minibrick al bar o in qualsiasi altro locale, equivale ad acquistare un bicchierino da consumare subito, con la
differenza che il minibrick può essere consumato anche dopo il rientro a casa, evitando di bere prima di mettersi alla guida. E’ intenzione, comunque, inserire nelle nuove
confezioni anche la dicitura NON BERE PRIMA DI GUIDARE, accanto a quella già inserita BEVI RESPONSABILMENTE
Il nostro lavoro è stato portare lo spirito italiano nel mondo. Non a caso, negli Stati Uniti il Vecchio Amaro del Capo è divenuto un simbolo del nostro paese. Un lavoro
costruito nel tempo con serietà e impegno, orientato sempre a dare un messaggio corretto al mercato, evidenziando che ciò che conta è un bere un prodotto di
qualità, non la sua quantità. Questo articolo è lesivo non solo per la nostra immagine ma anche per quella di tutte le aziende del comparto che lavorano seriamente
e cercano di portare innovazione del prodotto”.
“Il minibrick è una innovazione di packaging che sostituisce le classiche mignon esistenti già sul mercato italiano da sempre. Non abbiamo quindi inventato un modo per
aggirare la legge ma studiato un packaging innovativo per un prodotto assolutamente legale. Il nostro minibrick, infatti, è regolarmente dichiarato, paga le accise come qualsiasi
altro prodotto alcolico. E, quanto al suo contenuto, esso è pari a 25 ml., ovvero poco più di mezzo bicchierino standard di liquore, quantitativo che consente di rimanere
perfettamente entro i limiti previsti dalla legge per chi guida. Relativamente alla nostra presunta istigazione al consumo di alcol in quantità eccessiva, la Distilleria Caffo
promuove il bere responsabile tanto che, nonostante non ci sia alcuna legge che lo impone, ha fatto scrivere su ogni confezione la dicitura BEVI RESPONSABILMENTE. E quanto al consumo
negli stadi, esistono altre confezioni monodose di alcolici non confezionate in vetro che vengono vendute in questi luoghi da almeno 30 anni.
Le informazioni contenute nell’articolo, inoltre, sono scorrette. Anzitutto perchè si fa riferimento al Vecchio Amaro del Capo, prodotto dalla stessa ditta, ma attualmente non
disponibile nei minibrick. Infine, una precisazione. Non è il tipo di confezione a favorire gli eccessi, come dimostra il fatto che i consumi principali di alcolici non sono
né dati dai minibrick né dalle mignon, ma piuttosto dalle confezioni tradizionali. I formati monodose rappresentano una quota di mercato minima e, casomai, consentono di
assumere solo un quantitativo moderato. Inoltre, acquistare il minibrick al bar o in qualsiasi altro locale, equivale ad acquistare un bicchierino da consumare subito, con la
differenza che il minibrick può essere consumato anche dopo il rientro a casa, evitando di bere prima di mettersi alla guida. E’ intenzione, comunque, inserire nelle nuove
confezioni anche la dicitura NON BERE PRIMA DI GUIDARE, accanto a quella già inserita BEVI RESPONSABILMENTE
Il nostro lavoro è stato portare lo spirito italiano nel mondo. Non a caso, negli Stati Uniti il Vecchio Amaro del Capo è divenuto un simbolo del nostro paese. Un lavoro
costruito nel tempo con serietà e impegno, orientato sempre a dare un messaggio corretto al mercato, evidenziando che ciò che conta è un bere un prodotto di
qualità, non la sua quantità. Questo articolo è lesivo non solo per la nostra immagine ma anche per quella di tutte le aziende del comparto che lavorano seriamente
e cercano di portare innovazione del prodotto”.




