Alitalia-Air France vola: è il Palermo-Fiumicino il primo ad atterrare, due francesi nell'esecutivo.
13 Gennaio 2009
Si ricomincia, il primo aereo di Alitalia-Air France ad atterrare a Fiumicino è un volo in arrivo da Palermo. Non ci dovrebbe essere il “botto” nella prima giornata della nuova
Alitalia. Il tanto temuto stop nel giorno dell’inaugurazione della sospirata NewCo sembra scongiurato. Nella tarda serata di ieri è apparso, infatti, l’annuncio che è
stato raggiunto un accordo tra sindacati e Cai-Alitalia sulle assunzioni per il settore della pulizia di bordo e la logistica dei magazzini merci.
Le notizie arrivano da fonti sindacali. Le stesse fonti fanno sapere che si va verso la sospensione delle due assemblee del personale di terra, previste per stamattina a Fiumicino. Sono
state anche concordate delle integrazioni negli organici di manutenzione pesante e handling. Il confronto con l’azienda riprenderà, nei prossimi giorni, dopo il decollo della
nuova compagnia e sarà centrato sui naviganti, scali periferici e call center.
Resta invariata, invece, la decisione di Sdl, il sindacato che non ha firmato gli accordi di Palazzo Chigi, di tenere un’assemblea alle 10. Indubbiamente il malcontento tra quanti hanno
perso il posto di lavoro e di quanti ancora non conoscono quale sarà il loro futuro è grande, anche se Colaninno e Sabelli hanno lasciato intendere che – se le cose
procederanno per il meglio – potranno riassorbire, in futuro, una parte dei dipendenti che – dopo questo lungo travaglio che ha portato dalla vecchia alla nuova Alitalia – hanno perso
il posto.
Intanto si è saputo che due francesi affiancheranno l’amministratore delegato e il presidente della nuova Alitalia nel comitato esecutivo e tre entreranno nel Consiglio di
amministrazione, che è composto da 19 membri. Insomma la presenza di Air France – acqusita con soli 323 milioni di euro epr il 25% delle azioni – si farà sentire. E non
è detto che sia un male sia per i viaggiatori che per i dipendenti della NewCo, vista l’esperienza e la forza internazionale del vettore franco-olandese. Si sottolinea che Air
France non ha diritto di veto, se non per scelte di grande peso, come l’eventale vendita della compagnia. Ma un socio forte del 25% (che è la quota più alta tra tutti i
“nanetti” di Cai) il suo “diritto di veto” lo fa valere tutti i giorni. Inutile, quindi, prendersi (e prenderci) in giro.




