Carni Biologiche

Carni Biologiche

By Redazione

 

Dopo la frutta e la verdura è arrivato anche il regolamento per la produzione e commercializzazione della carne “biologica”.

E’ molto restrittivo rispetto alla normale produzione della carne ed i promotori sperano che i consumatori comprendano la diversità dei
caratteri organolettici delle carni degli animali allevati con il nuovo metodo.

Il riconoscimento “biologico” interessa tutti gli animali terrestri/volatili e acquatici non allevati con i sistemi tradizionali.

In particolare gli animali d’azienda devono mantenere uno stretto legame con il terreno concimato con i criteri biologici.

Nessuna promiscuità con animali allevati con metodo tradizionale, condizione preliminare di allevamento all’aperto, anche con transumanza e
alpeggio; superfici minime e spazi sono specificamente indicati per specie e categorie diverse  di animali.

Cure con presenza di farmaci omeopatici o fitofarmaci ed eventuali cure con altri medicamenti solo sotto controllo veterinario.

Esclusione di pratiche di mutilazione degli animali, frequentemente praticate nei normali allevamenti per varie motivazioni zootecniche, quali il taglio
della coda e dei denti dei suinetti, il taglio delle corna dei bovini, gli anelli al naso, alla coda dei polli ed anche gli occhiali, salvo fini particolari terapeutici o di
necessità autorizzati, come la castrazione riproduzione anche con la fecondazione artificiale, ma non il trapianto di embrioni
alimentazione con mangimi derivati da materie prime di origine vegetale, animale e minerale secondo un elenco predisposto con criteri biologici e con
precise indicazioni di somministrazione secondo la specie animale.

Divieto d’impiego di alimenti derivati da ogm o se prodotti ottenuti con il loro uso preparazione delle carni
in impianti con nette separazioni da altre lavorazioni.

 

A questo punto occorre considerare che i tempi di maturazione delle carni di questi animali sono più lunghi di quelli
tradizionalmente allevati ed anzi in particolare per il pollame sono prescritti i giorni minimi di allevamento che per talune categorie sono anche il doppio di quelli normalmente
impiegati.

 

Anche la carne dei vitelli che consumatori prevenuti richiedono di un colore bianco-rosa pallido, frutto di carenza di freddo,
sarà più rosata ma avrà raggiunto una maturazione in tempi più adeguati ad un normale sviluppo.

 

I prodotti ittici possono essere allevati con la disciplina biologica prevista nel regolamento che prevede, in particolare, la
qualità dell’acqua negli impianti e la relativa densità degli animali ed inoltre criteri per la scelta e somministrazione dei mangimi.

 

Per gli allevamenti di ogni specie animale che aderiscono alla nuova produzione biologica è prevista la
“conversione”, cioè un periodo di transizione dalla pratica seguita a quella biologica.

 

Per la commercializzazione dei prodotti le confezioni  riportano la riproduzione del Logo comunitario e
la località dove è stata coltivata la materia prima con una indicazione, secondo il caso, di “Agricoltura Ue – Agricoltura non UE – Agricoltura UE/non UE se mista,
indicazione che può essere sostituita da quella del Paese, se ivi è stata coltivata la materia prima.

 

Le abbreviazioni “bio” ed “eco” sono ammesse ed anche in aggiunta loghi nazionali e privati, oltre
all’Organismo di controllo autorizzato. Se ingredienti biologici fanno parte di prodotti trasformati possono essere indicati in percentuale.

 

E’già iniziata l’adesione a questa produzione biologica che vede in prima fila il pollame, seguito dalle pecore,
i bovini, le capre, i maiali, per i quali l’alimentazione prescritto dice:

 

la frazione vegetale provenga da produzione biologica e la frazione dell’alimentazione derivata da fauna acquatica pure
dall’utilizzo sostenibile della pesca;

 

le materie prime dei mangimi non biologiche di origine vegetale, le materie prime dei mangimi di origine animale e minerale, gli
additivi per mangimi, taluni prodotti impiegati nell’alimentazione degli animali e gli ausiliari di fabbricazione, siano utilizzati solo se ne è autorizzato l’uso nella
fabbricazione,  e nella produzione biologica;

 

non sia consentito l’uso di stimolanti la crescita e di aminoacidi sintetici.

 

Riguardo ai molluschi bivalvi e alle altre specie che non sono alimentate dall’uomo, ma che si nutrono di plancton naturale,
si osserva che, da animali filtratori, ottengono il soddisfacimento di tutti i bisogni nutrizionali dalla natura, tranne nel caso di seme allevato negli schiuditoi e nei vivai.

 

Essi si sviluppano in acque che rispondono ai criteri previsti per le zone A e B (rispettivamente molluschi raccolti e destinati
direttamente al consumo e non idonei al consumo diretto).

 

Sulla prevenzione delle malattie e le cure veterinarie si raccomanda come premessa il mantenimento delle migliori condizioni di vita
degli animali mediante una ubicazione appropriata ed una progettazione ottimale delle aziende, l’applicazione di buone pratiche zootecniche e di gestione, compresa la pulizia e la
disinfezione periodiche dei locali, la somministrazione di mangimi di qualità, una adeguata densità dei capi e la selezione delle razze e dei ceppi.

 

Nella cura delle malattie, immediati per evitare sofferenze agli animali, devono essere impiegati medicinali allopatici e gli
antibiotici in caso di necessità e a condizioni rigorose, solo quando risultano inappropriati i prodotti omeopatici, fitoterapici ed altri prodotti. Vanno comunque stabilite
particolari restrizioni ai cicli di trattamento ed al tempo di attesa.

 

Sono comunque consentite l’utilizzazione di medicinali veterinari ad azione immunologica e quelle connesse alla salute umana
ed animale imposte a norma del diritto comunitario.

 

Riguardo, infine, alla pulizia e disinfezione, i relativi prodotti usati negli specchi d’acqua e nelle gabbie, negli edifici e
negli impianti devono essere autorizzati per l’uso nella produzione biologica.

 

 

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