Treviso: Gli assessori provinciali Noal, Conte e Fanton sui Contributi al Risparmio Energetico
5 Dicembre 2008
“La Provincia di Treviso è da anni impegnata sul tema della Bioedilizia – spiega Michele Noal, assessore provinciale alle Attività Produttive e Salute e
Sicurezza sui Luoghi di Lavoro – siamo coordinatori del Metadistretto veneto assieme a tutti gli altri attori. Ecco perché condividiamo solo in parte le nuove norme sul
risparmio energetico. La Provincia è ormai impostata sulla strada della bioedilizia, che per noi significa qualità della vita, rispetto ambientale e una grande occasione
di volano economico.
Una visione che è entrata da subito all’interno del Piano Strategico e condivisa da tutto il territorio. Ecco perché comprendiamo e recepiamo le preoccupazioni degli
artigiani, che parlano di posti di lavoro a rischio e di ricorso al lavoro nero. Pensando anche all’enorme impegno profuso nel campo della sicurezza sul lavoro, non possiamo
permetterci che questo abbia ripercussioni sulla salute dei lavoratori, siano essi autonomi o dipendenti. Apprezziamo comunque la scelta del Ministro Tremonti di togliere la
retroattività e siamo sicuri che questo Governo farà di tutto per venire incontro alle aziende e ai cittadini”.
“Il provvedimento in realtà riguarda soltanto gli adeguamenti delle strutture esistenti e non le nuove edificazioni – prosegue Franco Conte, assessore provinciale
all’Urbanistica – La programmazione futura attuata nel PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, non ne risentirà dunque molto. Certo è che il
taglio del contributo potrebbe rallentare il meccanismo virtuoso di adeguamento che, almeno nel caso trevigiano, si era instaurato soprattutto tra i privati. Ho comunque intenzione di
chiedere ai Comuni di mettere in pratica dei meccanismi di premio per le nuove edificazioni a risparmio energetico, in termini di riduzione degli oneri concessori”.
“Il risparmio energetico è una prerogative delle politiche ambientali, specie per la riduzione delle emissioni – spiega Ubaldo Fanton, assessore provinciale alle
Politiche Ambientali – Il problema è che questa proposta giunge proprio in un momento nel quale la gente aveva cominciato a percepire certe operazioni in modo positivo,
quindi c’è il rischio che questo atteggiamento venga stoppato. Proprio in inverno, quando magari la gente stava pensando a cambiare il suo metodo di riscaldamento”.




