Torino: Muore a Cuneo vent'enne a causa di uno scoppio nella cava dove lavorava, feriti 3 colleghi
4 Dicembre 2008
Torino – Lo scoppio è stato sentito a chilometri di distanza. Un’esplosione improvvisa e violenta, che ha fatto tremare le cave di pietra di Bagnolo, nel cuneese,
uccidendo un operaio di vent’anni e ferendone altri tre. L’ennesima tragedia di una giornata davvero nera per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, con altri due morti in provincia
di Agrigento e nel napoletano.
A pochi giorni dal primo anniversario dell’incendio alla ThyssenKrupp di Torino, che costò la vita a sette operai, si continua a morire sul posto di lavoro. Al Nord come al Sud.
Il bilancio più grave è quello dell’incidente di Bagnolo Piemonte. Un morto – Valter Airaudo, 20 anni di Bibiana, nel torinese – e tre feriti, ricoverati all’ospedale di
Savigliano in condizioni che non sembrano gravi. Tra loro c’é il fratello della vittima – Fulvio, 19 anni – un loro compaesano di 65 anni e un nigeriano di 18 anni. L’esplosione
che li ha investiti è avvenuta poco prima delle otto di questa mattina.
I quattro operai si erano recati in un container-magazzino, nella sede di estrazione della Balma Oro, per recuperare gli attrezzi del mestiere. Ma il freddo pungente di questi giorni
aveva ghiacciato il lucchetto della porta d’ingresso. Un inconveniente che Valter Airaudo ha cercato di superare con l’accendino che aveva in tasca. Secondo la prima ricostruzione
dell’incidente, è stata proprio quella scintilla a causare l’esplosione: il container era infatti saturo di gas fuoriuscito da una delle bombole che si trovavano al suo interno.
All’arrivo dei soccorritori, per il giovane Airaudo non c’era più nulla da fare. Più o meno nelle stesse ore, a Sciacca, nell’agrigentino, moriva Accursio La Bella, 35
anni, sposato e padre di due bambini.
Lavorava alla realizzazione della nuova rete fognaria, in contrada Stazzone, quando un lastrone di asfalto si è staccato dalla strada franandogli addosso. L’area del quartiere
é stata sequestrata e la Procura di Sciacca ha aperto un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità. Risale invece a ieri sera, ma la notizia è stata
diffusa solo oggi, la morte a Somma Vesuviana (Napoli) di Francesco Nocerino, 23 anni. E’ rimasto impigliato in un nastro trasportatore, all’interno della ditta di movimento terra per
cui lavorava, che lo ha schiacciato e ucciso. Denunciati i titolari dell’azienda, che ora devono rispondere dell’accusa di omicidio colposo.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




