Almunia: “sui mercati finanziari ci aspettano altre turbolenze”

By Redazione

“La fine delle turbolenze sui mercati finanziari non è ancora arrivata”, lo ha annunciato il commissario Ue Joaquin Almunia, nel corso di un convegno di Eurofi, evidenziando come sia
“ancora troppo presto per dire quale sarà la risposta regolatoria che dovremo dare sul fronte della vigilanza”: “Noi dobbiamo essere sicuri che questa risposta sia ragionata e misurata”,
ha concluso il commissario.

Anche il ministro dell’economia, Tommaso Padoa Schioppa, si è detto dello stesso avviso ed ha sottolineato che sono “ormai necessarie e urgenti” le misure per fornire al “nascente
sistema finanziario europeo un adeguato sistema di regolamentazione e vigilanza”: “La recente turbolenza finanziaria ha rappresentato un importante banco di prova”, ha spiegato il ministro in
una lettera al presidente di turno dell’Ecofin, Fernando Teixeira dos Santos, rilevando che la Commissione e l’Ecofin “hanno risposto positivamente” e che “la Bce ha saputo prendere decisioni
difficili e rapide, pur in mancanza di informazioni di vigilanza sullo stato di salute delle proprie controparti, informazioni che solitamente una banca centrale possiede”.
Padoa Schioppa, al contrario, ha evidenziato che “la funzione di vigilanza è del tutto assente a livello europeo”: “Mentre nel mercato interbancario era in corso una crisi seria
scaturita dalla carenza di informazione sulla reale dimensione e sulla distribuzione dei rischi derivanti dalle esposizioni ai mutui sub-prime – si legge nella lettera – non è emerso che
le autorità di vigilanza abbiano condiviso le informazioni confidenziali sulle posizioni di istituzioni e gruppi finanziari per valutare in maniera integrata i rischi per il sistema
finanziario europeo”.

“Il severo giudizio espresso dal Fondo Monetario Internazionale nello scorso giugno – continua Padoa Schioppa – è parso confermato: in situazioni di crisi le autorità di vigilanza
tendono ad agire su scala nazionale e a limitare al minimo indispensabile la condivisione di informazioni rilevanti”.
Pertanto, nonostante “gli indiscutibili miglioramenti”, c’è ancora tanto da fare: “Si sono sviluppati principi comuni, ma la convergenza nelle pratiche quotidiane di vigilanza rimane
limitata”, spiega il ministro, aggiungendo che, sebbene siano state create “strutture e accordi per il coordinamento tra autorità”, “i processi e la supervisione di operatori
transnazionali rimangono estremamente complessi e onerosi” e “il sistema di accordi volontari non pare in grado di assicurare un adeguato coordinamento dell’azione di vigilanza nei momenti di
crisi”.

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