Ancona: nuovo piano urbanistico, welfare, sanità e sicurezza
13 Novembre 2007
Famiglie che crescono in termini numerici e diminuiscono quanto alla dimensione del nucleo, popolazione anziana e immigrati in aumento, sono gli spunti di riflessione posti sul tappeto questa
mattina in Comune nel corso del focus group propedeutico alla redazione del nuovo Piano urbanistico e dedicato al welfare, alla sanità e alla sicurezza.
I nuclei familiari, si legge nel Piano sociale, aumentano costantemente: da 39.923 nel 200 si è passati a 44.636 nel 2005. Gli anziani oggi sono circa 194 per ogni 100 giovani e gli
immigrati sono stati, nel 2006, il 6,22 per cento della popolazione, con una stima per il 2007 che indica una crescita fino al 7,80 per cento.
Secondo l’Istat, inoltre, in testa alla graduatoria dei fenomeni di disagio sociale percepiti dai cittadini anconetani, ci sono la tossicodipendenza (48,7%), la solitudine degli anziani
(49,7%), l’alcolismo (41,8%), l’immigrazione clandestina (34,5%) e anche la tendenza degli immigrati a creare comunità chiuse e a concentrarsi in aree precise (38,2%).
Da questa analisi sono emersi nel corso del focus alcune riflessioni, riguardanti, in particolare, la regolarizzazione degli immigrati, il problema dei minori non accompagnati, le risposte alle
esigenze poste dalla crescita della popolazione anziana (550 anziani sono attualmente ospitati in case d’accoglienza, 300 usufruiscono di assistenza domiciliare, alcuni possono usufruire degli
alloggi locati a canone sociale) e quelle legate alle famiglie giovani, con particolare riguardo all’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia.
L’analisi delle tematiche legate al mantenimento e allo sviluppo del welfare sul territorio si è sviluppata, parallelamente, anche con una riflessione sui temi della sanità, e
sulle politiche per la sicurezza.
Per quanto riguarda la sanità, è stata ricordata l’attivazione dei tavoli tecnici interistituzionali, che vedono coinvolti il Comune di Ancona e la Regione Marche e che affrontano
sia le tematiche infrastrutturali, sia quelle legate all’erogazione di servizi alla cittadinanza anconetana, in un’ottica di progettazione concertata.
Quanto alle politiche per la sicurezza, le linee guida che l’Amministrazione ritiene importante sviluppare riguardano in particolare: la riduzione delle condizioni di degrado sociale per
prevenire i fattori di rischio, agendo sulle cause profonde che generano atteggiamenti devianti nel tessuto sociale; un intervento sull’ambiente urbano per eliminare luoghi e situazioni che
comunichino percezione di insicurezza nella popolazione; il controllo attraverso strumenti di polizia, per avviare azioni repressive del crimine o di prevenzione dello stesso. Linee guida che,
tradotte in interventi, devono portare alla riqualificazione degli spazi urbani, al sostegno della vitalità nei quartieri alla mobilitazione delle comunità per rafforzare la
coesione sociale, alla cooperazione con le forze dell’ordine.
La cooperazione con le forze dell’ordine è una realtà ad Ancona anche in virtù del progetto Archi- Viale di Luci e del progetto “mini zone” presentato nel corso
dell’incontro dalla dottoressa Cinzia Nicolini, Vice Questore aggiunto e dirigente del servizio Volanti di Ancona e dall’ispettore Franco Pechini, coordinatore delle Volanti.
E’, quest’ultimo, un progetto pilota attivo già da tempo ad Ancona, che permette alla Questura di essere presente sul territorio con un “occhio” diverso e con una consapevolezza
più precisa dei fenomeni che si verificano nelle diverse parti della città.
Le mini zone attivate sono 19: ognuna di esse è affidata a due operatori delle volanti e ai poliziotti di quartiere, per un controllo capillare che li porta a una conoscenza dettagliata
degli abitanti, delle problematiche e dei motivi che portano al verificarsi di particolari eventi, anche di tipo criminoso.
L’analisi e il controllo condotto in questo modo portano anche a individuare gli ostacoli urbanistici, cioè gli elementi che possono favorire alcuni reati (zone poco illuminate, parchi
non custoditi, sottopassaggi?). A questo livello si pone la collaborazione con l’Amministrazione comunale e con gli altri enti, per la rimozione di questi ostacoli e, quindi, per il
miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti dei quartieri interessati.
Oltre a questi interventi generalizzati all’interno della città, è operativo un team con postazioni fisse, creato dalla Questura in collaborazione con le altre forze dell’ordine,
che opera nelle zone critiche, dove cioè esiste una insicurezza accertata ed è, quindi, necessario tenere sotto controllo ed eliminare situazioni reali di pericolo.
“In seguito a questa attività di controllo e di prevenzione, che ha portato a una conoscenza specifica dei reati di ciascun quartiere – spiega la dottoressa Nicolini – il numero dei
crimini sta diminuendo sensibilmente”. “La collaborazione con le forze dell’ordine che si è concretizzata nel progetto – afferma l’assessore all’Urbanistica Enrico Turchetti – è
stata uno dei primi momenti di progettazione concertata, la stessa che ispira la redazione del nuovo piano Urbanistico, e che permette all’Amministrazione comunale di intervenire in modo
strutturale e in base alle necessità del territorio, nell’ottica dell’accrescimento del benessere e della prevenzione del disagio”.





