Più cultura classica nelle scuole ticinesi, antidoto alla superficialità e all’ignoranza
26 Marzo 2026
La delegazione svizzera dell’Aicc (Aicc-Dsi) ha lanciato un Manifesto firmato dal presidente Benedino Gemelli e dal vice presidente Lucia Orelli Facchini e con l’adesione dell’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano.
Achille Colombo Clerici, cofondatore della Associazione Carlo Cattaneo dí Lugano e presidente di Assoedilizia, commenta: “Gli studi classici aiutano a formare giovani meno appiattiti sulla IA.”
Più cultura classica nelle scuole ticinesi, antidoto alla superficialità e all’ignoranza
Appello della delegazione svizzera dell’Associazione italiana di cultura classica
di Saverio Fossati – Assoedilizia Informa
Cos’è la cultura classica, cosa significa tutelare la formazione umanistica? Schiacciati dalle continue accuse di mancanza di concretezza e di aderenza alle esigenze del mitico mondo delle imprese, i licei classici in Italia sono ridotti al 5,37% delle iscrizioni, mentre chi si addentra nelle facoltà di lettere classiche deve disporre di una dose di pazienza e coraggio che gli consentano di superare con successo il lungo cursus honorum per arrivare a un impiego decoroso a scuola, in università o nelle istituzioni pubbliche più o meno facenti capo al ministero della Cultura. Una vita difficile per chi ha scelto la cultura umanistica. Eppure, a dimostrarne la resilienza, la Sapienza di Roma è, per la sesta volta, al primo posto tra le facoltà di lettere classiche in base alla classifica del QS World University Rankings by subjects 2026.
Del resto, qualcuno si potrebbe immaginare la nostra Europa senza la consapevolezza delle origini e delle ragioni del nostro passato artistico, storico e letterario? Ci piacerebbe guardare il Colosseo o i templi di Paestum e di Agrigento come ebeti a bocca aperta davanti a un fossile di dinosauro?
Per fortuna non è (ancora) così. Non solo per la tenacia con la quale decine di migliaia di studenti che ancora frequentano il liceo classico andranno a spargere i semi della cultura classica tra i loro amici, i luoghi di lavoro in cui si approderanno (il più delle volte nient’affatto legati ai loro studi liceali) e le famiglie che formeranno. Ma anche per l’energia infaticabile con cui le Associazioni come l’Aicc (Associazione italiana di cultura classica) fanno valere le istanze di chi crede nella cultura umanistica.
L’Aicc (https://www.aicc-nazionale.com/), nata nel 1897 a Firenze come Società italiana per la diffusione e l’incoraggiamento degli studi classici per iniziativa di alcuni studiosi, tra il papirologo Girolamo Vitelli e il filologo Felice Ramorino), ha assunto la denominazione attuale nel 1950. Ha decine di delegazioni in centri grandi e piccoli in tutto il territorio italiano, che propongono centinaia di iniziative nazionali e locali.
Insomma, la cultura classica è viva, vivissima e proprio per questo la delegazione svizzera dell’Aicc (Aicc-Dsi) ha lanciato un Manifesto per la formazione umanistica nelle scuole ticinesi (dove, pur essendo l’italiano la lingua ufficiale più diffusa, il latino e il greco sono insegnamenti sempre opzionali), firmato dal presidente Benedino Gemelli e dal vice presidente Lucia Orelli Facchini e con l’adesione dell’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano.
Il manifesto, che punta a ricordare l’inscindibile nesso tra le lingue neolatine e la madre lingua latina e soprattutto la necessità di mantenere vivo il rapporto tra la cultura occidentale e le sue origini, esprime con chiarezza i motivi della preoccupazione: “L’attuale tendenza dell’insegnamento – si legge – privilegia finalità pratiche e competenze immediatamente spendibili. Una scuola che intenda interpretare pienamente il proprio mandato educativo non può rinunciare al contributo che la formazione umanistica offre, tanto più a fronte di sviluppi tecnologici che incoraggiano la bulimia informativa, l’atrofia cognitiva e l’appiattimento sul presente”.
Chi desidera aderire al manifesto può farlo compilando il form a questo indirizzo web: https://manifesto26.ch/index.php — (per scaricare il PDF clicca qui)
L’ampio respiro dell’appello dell’Aicc-Dsi caratterizza dunque non una lamentela ma una proposta seria e condivisibile per rendere la formazione scolastica assai migliore dei modelli in cui è scivolata, in Canton Ticino ma certamente anche in Italia. E forse serve anche a qualcosa di più: la cultura umanistica è un robusto antidoto alla credulità e al pressapochismo, come riconosciuto nel volume Le sette in Italia dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi: tra coloro che sono caduti in quelle trappole parareligiose, i diplomati del liceo classico sono di gran lunga la percentuale più bassa tra tutti i percorsi formativi, laureati compresi. Riflettiamoci.
Foto Cover:
Achille Colombo Clerici, cofondatore della Associazione Carlo Cattaneo dí Lugano e presidente di Assoedilizia
Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE





