Petrolio record, Squeri: «per il caro benzina necessario abbattere le accise»

By Redazione

«Sul problema riduzione accise o sterilizzazione dell’IVA sulle accise il Go-verno traccheggia e non decide nulla in favore dei consumatori» questo il commento di Luca Squeri,
Presidente Nazionale della FIGISC-Confcommercio.

«Tra i vari boatos emersi sull’onda emotiva dell’ultimo rialzo dei prezzi – prosegue Squeri – stiamo ascoltando tutto ed il contrario di tutto: l’esponente PD Rolando Nannicini parla di
risparmi per 200 milioni di euro dal decreto di riduzione delle accise di cui al comma 290 della Finanziaria 2008, il Ministero delle Finanze parla di provvedimenti concorrenti e di
problematica compatibilità, infine il Ministro Bersani smentisce una riduzione delle accise».

«La quotazione del greggio – continua Squeri – è ormai a oltre 98 dollari al barile, i prodotti lavorati quotano 865 dollari/tonnellata per la benzina e 924 dollari/ tonnellata per
il gasolio, e nulla è seguito alla famosa soglia dei 65 dollari/ barile per intervenire a sterilizzare l’IVA, prevista dal Dpef del Governo Prodi. Peraltro, tale sterilizzazione non
ricadrebbe neppure su tutti i consumatori, dal momento che la Finanziaria 2007 disponeva che il surplus del gettito IVA (ottenuto dall’aumento dei prezzi dei carburanti) sarebbe stato destinato
alle forniture energetiche per le fasce sociali più svantaggiate».

«In cambio – conclude il Presidente Figisc-Confcommercio – ci si è affannati a discutere per un anno di neoliberalizzazioni e spartizioni di mercato della distribuzione carburanti,
evitando accuratamente di affrontare interventi reali sulla fiscalità (che costituisce dal 50 al 60 % del prezzo) preferendo discutere di quote assolutamente marginali del prezzo, quali
quelle derivanti da una problematica compressione dei costi del sistema distributivo, la cui incidenza vale il 10 % del prezzo alla pompa».

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