Napoli: La Fiat di Pomigliano aumenta la cassa integrazione di altre 3 settimane tra febbraio e marzo

By Redazione

Napoli – A febbraio e marzo altre due settimane di cassa integrazione per la Fiat di Pomigliano. Lo rende noto l’Ugl Metalmeccanici che è stata informata della decisione
nel corso dell’incontro tra azienda e sindacati. Il sindacato di categoria il 16 gennaio incontrerà a Napoli, il segretario nazionale di categoria, Giovanni Centrella.

“La situazione è molto seria e noi avevamo previsto che la cassa integrazione non sarebbe finita il 9 febbraio – spiega il coordinatore provinciale Ugl Metalmeccanici, Vincenzo
Lubrano – il rischio di chiusura definitiva dell’azienda è concreto e, in ordine sparso, non si va da nessuna parte”.

“La crisi del settore – aggiunge il segretario provinciale Ugl di Napoli, Francesco Falco – è un dato oramai scontato, però non ci è chiaro quali siano le
intenzioni dell’azienda quando la crisi sarà finita, visto che continua a mancare un piano industriale. Resta il fatto che dopo la perdita della produzione della 149, per
Pomigliano è iniziato un periodo senza futuro dove si è prodotto segmenti alti per una clientela che deve fare i conti sempre di più con la crisi e con la
recessione”.

Prorogata la cassa integrazione per i circa cinquemila operai della Fiat auto di Pomigliano d’Arco (Napoli): con una nota inviata ai sindacati, infatti, l’azienda ha comunicato
un’ulteriore settimana di cassa integrazione per i lavoratori, che non avrebbero ripreso prima del 9 febbraio prossimo, con sette giorni di ritardo rispetto ai colleghi di altri
stabilimenti italiani.

A Pomigliano d’Arco, la cig continuerà fino al 13 febbraio, per una ripresa della produzione slittata al 16 dello stesso mese. “Ma la Fiat – spiega Vittorio Granillo, del
coordinamento nazionale dello Slai Cobas – ha anche comunicato che si lavorerà fino al 20 febbraio, per poi attuare un altro stop produttivo fino al 9 marzo prossimo.

Una situazione non certo rosea per gli operai dello stabilimento”. Granillo, inoltre, sostiene che “i fatti attuali dimostrano il completo fallimento del piano Marchionne”: “Al momento
– conclude – lo stabilimento di Pomigliano è l’unico a non avere un piano di produzione futuro. La crisi, quindi, sta solo facendo venire alla luce tutto quello che dicevamo da
tempo, e cioé che il tanto vantato piano che avrebbe dovuto rimettere in sesto la fabbrica pomiglianese, si è rivelato solo un bluff a danno dei lavoratori”.

Le tre settimane aggiuntive di cassa integrazione comunicate da Fiat Auto per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco “preoccupano non poco il sindacato”.

“Le ulteriori giornate di cassa integrazione a Pomigliano – commenta Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania – rappresentano un vero disagio per i lavoratori della
Campania. Avevamo visto giusto nel coinvolgere le nostre segreterie nazionali per evitare che lo stabilimento di Pomigliano si senta isolato dal contesto Fiat”.

“E’ necessario – prosegue Sgambati – che il sindacato complessivamente faccia sentire la sua voce nei confronti del Governo e dell’azienda, in modo che si diano al più presto
risposte di contrasto alla crisi del settore auto in atto”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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