Finalmente si potrà mangiare la vera “fiorentina”
22 Aprile 2008
Finalmente i consumatori italiani potranno mangiare la «fiorentina» ottenuta da bovini di 30 mesi, la decisione della Commissione Ue che ha innalzato da 24 a 30 mesi l’età
dei bovini ai quali è consentito mantenere la colonna vertebrale, premia così l’impegno e gli sforzi compiuti degli agricoltori italiani che si sono orientati sempre di più
alla qualità, alla sicurezza, alla genuinità.
E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale saluta con soddisfazione il provvedimento che entrerà in vigore nei prossimi giorni subito dopo la pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale europea.
In questo modo -ricorda la Cia- si potrà consumare la «vera» fiorentina. E finisce, pertanto, in maniera definitiva l’emergenza Bse che tanti problemi ha causato alla nostra
zootecnia, con particolari riflessi negativi per i redditi degli allevatori.
La Cia, nel ribadire che da tempo aveva sollecitato la decisione dell’ innalzamento a 30 mesi per i bovini, sottolinea che le nostre carni sono assolutamente garantite, grazie soprattutto alla
tenace e costante azione svolta in questi anni dagli allevatori italiani.
La «fiorentina» -rileva la Cia- dà vita ad un fatturato di oltre 200 milioni di euro, circa il 5 per cento del totale complessivo della carne bovina italiana. Un fatturato al
quale contribuiscono quattro milioni di turisti stranieri che, in vacanza in Italia, consumano ogni anno almeno una «bistecca con l’osso» a testa.
Il settore delle carni in Italia
– Allevamenti bovini: 90.000
– Imprese di macellazione: 2.200
– Occupati nell’allevamento e nella macellazione: 80.000
– Valore della produzione agricola di carne bovina: 4.200 milioni di euro (8 per cento produzione agricola).
-La carne nel suo complesso (bovina, suina, avicola, ovicaprina, cunicola) è al primo posto nei consumi alimentari delle famiglie italiane: il 21,7 per cento della spesa alimentare
complessiva, pari a 26 miliardi di euro.
– Gli acquisti domestici di carne bovina delle famiglie italiane sono pari a oltre 400.000 tonnellate per un importo di 3,5 miliardi di euro.





