Combatti l’allergia alle noccioline con… le noccioline!
1 Aprile 2009
Gli antichi storici riportano come Mitridate, re del Ponto, avesse voluto difendersi dagli attentati a base di veleno con un sistema abbastanza originale: ogni giorno, sotto la supervisione del
medico di corte, assumeva dosi non letali di una cinquantina di veleni. Secondo la tradizione, il metodo ebbe successo tanto da rendere immune il sovrano a tali sostanze ed assicurargli un posto
nel vocabolario: si definisce infatti mitridatismo la condizione d’immunità ad uno o più sostanze (in particolar modo tossiche) raggiunta tramite l’assuefazione dovuta
all’assunzione costante di dosi non letali delle sostanze stesse.
Lo stesso principio di combattere il fuoco con il fuoco ha ispirato due ricerche anglosassoni volte a trovare una cura contro l’allergia alle noccioline; entrambi gli studi hanno ottenuto
risposte positive. La prima ricerca, opera di un équipe inglese dell’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge, ha potuto costatare la risposta positiva di quattro bambini, cui i ricercatori
erano riusciti a somministrare in sei mesi l’equivalente di cinque noccioline senza l’insorgere di complicazioni. Più corposo il lavoro dei medici americani, diretti da Wesley Burks, capo
della Divisione di Allergologia e Immunologia Pediatrica alla Duke University, talmente promettente da scatenare reazioni entusiaste durante la sua presentazione al congresso dell’American
Academy of Allergy Asthma and Immunology.
Gli studiosi americani hanno lavorato con 33 piccoli allergici, iniziando con il somministrargli un millesimo di nocciolina ed arrivando poi, dopo circa 8-10, fino all’equivalente di 15
noccioline, senza sviluppare reazioni di rigetto. Durante lo studio ed il controllo sui soggetti, durato anni, Burks e collaboratori hanno potuto costatare una notevole riduzione delle
immunoglobuline E, che l’organismo produce in risposta alle noccioline, passate da livelli nel sangue superiori a 25 a valori inferiori a 2 dopo il trattamento; segno che davvero il sistema
immunitario ha imparato a «star calmo» di fronte alle noccioline.
Nonostante i risultati più che positivi e l’entusiasmo dei colleghi, gli autori della ricerca invitano alla cautela. Prima di tutto, il numero di bambini coinvolti è troppo esiguo
per trarre conclusioni ad ampio raggio: dei 33 piccoli, 9 sono rimasti in terapia di mantenimento oltre 2 anni e mezzo; solo 4 di loro hanno smesso di assumere le dosi controllate di noccioline e
continuano a mangiarle senza problemi, alcuni da oltre un anno. Passo successivo degli studiosi, dovrà quindi essere una sperimentazione in cieco in cui mettere a diretto confronto bimbi
trattati e coetanei non allergici.
Il Dottor Burks sintetizza così limiti, risultati e prospettive della ricerca: «I bimbi fuori da trattamento sono pochi per dire se davvero la terapia è servita a combattere
le allergie o semplicemente i piccoli le hanno «sconfitte» da soli, crescendo. Nella mia clinica continuerò a comportarmi come sempre. Dopo una diagnosi di allergia alimentare,
continuerò comunque a «prescrivere» di evitare il cibo responsabile. Prima di cambiare atteggiamento dovremo avere le prove che il trattamento è sicuro ed efficace
davvero, anche nel lungo termine. Alcuni allergici, poi, potrebbero essere troppo sensibili alle noccioline per tentare questa strada».
In conclusione, pur potendo essere ottimisti, bisogna aspettare ulteriori studi.
Matteo Clerici





