CHIARAVALLE, CULLA DELLA RIVOLUZIONE AGRICOLA DEL MEDIOEVO

CHIARAVALLE, CULLA DELLA RIVOLUZIONE AGRICOLA DEL MEDIOEVO

By Giuseppe

Dove è nato il Grana Padano? Secondo la tradizione, i monaci di Chiaravalle inventarono la ricetta per conservare il latte in eccesso: il “caseus vetus”, antenato del Grana Padano. 

Milano, 11 marzo 2026

 

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

 

CHIARAVALLE, CULLA DELLA RIVOLUZIONE AGRICOLA DEL MEDIOEVO

 

Dove è nato il Grana Padano? Secondo la tradizione, i monaci di Chiaravalle – Comune autonomo fino al 1923 ed oggi quartiere di Milano –  inventarono la ricetta per conservare il latte in eccesso: il “caseus vetus”, antenato del Grana Padano.

Tradizione avvalorata dal fatto che in pieno Basso Medioevo – 1135 – i monaci cistercensi guidati da San Bernardo di Clairvaux  fondarono l’Abbazia di Chiaravalle a sud est di Milano bonificando un’area paludosa e quasi disabita realizzarono una delle più importanti aziende agricole della Lombardia.

Era il periodo della rivoluzione agricola: miglioramento delle tecniche (aratro pesante, rotazione triennale delle coltivazioni, canali irrigui). Tra le innovazioni più rilevanti le famose marcite (ne sopravvivono oggi una quarantina):   prati irrigati anche in inverno, garantendo  un  rifornimento costante di foraggi e ortaggi, contribuendo, assieme alle altre innovazioni,  ad un aumento della produzione alimentare e della popolazione, la quale, attorno alla Basilica, fondò gradualmente il villaggio.


Nel Medioevo il monastero possedeva vasti terreni, cascine e mulini, funzionando come un grande centro economico agricolo, quasi un piccolo stato. 

Nel1751 Chiaravalle contava circa 800 abitanti. Nel periodo 1808-1816, durante l’epoca napoleonica, venne annesso per la prima volta a Milano; tornato autonomo si espanse inglobando Poasco e poi Nosedo; nel 1923 annessione definitiva al comune di Milano.

Chiaravalle è, dei quartieri milanesi ex-comuni, quello che ha mantenuto l’aspetto di un villaggio rurale. È circondato dal Parco Agricolo Sud Milano e da campi coltivati. Passeggiando  a Chiaravalle si percepisce ancora la differenza rispetto alla città: cascine, campi, silenzio e l’abbazia medievale fanno sembrare il quartiere più simile a un paese della pianura lombarda che a un quartiere urbano.

Tra le curiosità poco conosciute, la torre ottagonale (XIV sec.) è chiamata dai milanesi “Ciribiciaccola”, parola dialettale legata alla forma slanciata e decorata, che deriva da una filastrocca dialettale tramandata ai bambini del borgo. La campana principale (“Bernarda”) è ancora suonata con una corda tirata a mano, come nel Medioevo. Perti del pavimento della chiesa abbaziale provengono da forniture del Duomo di Milano, segno del forte rapporto tra i due complessi religiosi.

Chiaravalle è raggiungibile anche con mezzi pubblici: dal centrocittà metropolitana M3 (linea gialla) in direzione San Donato, scendere alle fermate Corvetto o Rogoredo FS. Da qui, prendere l’autobus linea 77 fino alla fermata Via S. Arialdo – Via S. Bernardo. 

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