Fao: Scendono il prezzo del paniere alimentare, in calo zucchero e cereali

Fao: Scendono il prezzo del paniere alimentare, in calo zucchero e cereali

By Redazione

I prezzi internazionali di alcuni prodotti alimentari di base, in particolare cereali e zucchero, sono calati nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, secondo l’ultima edizione del rapporto
semestrale della Fao ‘Food Outlook’ pubblicato oggi. Ma i prezzi sostenuti dei prodotti non cerealicoli mantengono ancora alta la fattura delle importazioni alimentari che, secondo la Fao,
raggiungerà nel 2010 i 921 miliardi di dollari, l’11% in più rispetto al 2009.  

Nel mese di maggio, fa notare il rapporto, l’indice dei prezzi dei prodotti agricoli della Fao è stato in media pari a 164 punti, in diminuzione rispetto ai 174 punti di gennaio, e molto
più basso del picco di 214 raggiunto nella primavera del 2008.  

Il prezzo dello zucchero si è circa dimezzato rispetto al picco raggiunto all’inizio dell’anno, per le prospettive di un aumento significativo della produzione, mentre il grano è in
discesa del 10% circa.  
Ma la Fao fa notare che, ciononostante, il costo del paniere alimentare rimane in media circa un 69% più alto degli anni 2002-04.  

La maggior parte degli indicatori suggeriscono un aumento mondiale dell’offerta, uno dei fattori principali del brusco declino dei prezzi dei maggiori prodotti di base quest’anno.  
Nonostante il calo dei prezzi, il costo totale delle importazioni alimentari si prevede raggiungerà nel 2010 i 921 miliardi di dollari, circa 100 miliardi – ovvero l’11% in più –
rispetto al 2009. 

Buona parte del previsto aumento sarà alimentato dalla maggiore spesa per i prodotti non cerealicoli, che potrebbe aumentare sino al 17%, e raggiungere 650 miliardi di dollari, vale a dire
circa due terzi della spesa globale delle importazioni alimentari.   

L’aumento del costo delle spedizioni è un altro fattore che farà salire la fattura delle importazioni alimentari. Ne consegue – conclude la Fao – che il costo per l’acquisto di
derrate sul mercato internazionale da parte dei gruppi più vulnerabili dal punto di vista economico – i Paesi meno sviluppati ed i Paesi a basso reddito e con deficit alimentare – é
destinato a salire rispettivamente del 10 e del 14% rispetto allo scorso anno.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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