Salario e casa: in Lombardia si lavora per pagare l’affitto. L’allarme del Politecnico di Milano
18 Marzo 2026
Una ricerca presentata in Regione Lombardia evidenzia il legame sempre più critico tra reddito e costo dell’abitare: cresce la fascia di lavoratori a rischio povertà.
Milano, 18 marzo 2026
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
Salario e casa: in Lombardia si lavora per pagare l’affitto. L’allarme del Politecnico di Milano
di Saverio Fossati
Casa e lavoro, un equilibrio sempre più fragile in Lombardia
Il lavoro non basta più a garantire una vita dignitosa se il costo della casa assorbe gran parte del reddito. È questo il quadro che emerge dalla ricerca “Lavorare e abitare in Lombardia” del Politecnico di Milano, presentata il 17 marzo in Regione. Il legame tra salario e abitazione si sta trasformando in un fattore critico di impoverimento, soprattutto nelle aree urbane più dinamiche.</p> <p>La difficoltà di accesso a un alloggio sostenibile non è più un problema limitato alle fasce deboli, ma coinvolge sempre più lavoratori, incidendo direttamente sulla qualità della vita e sulle possibilità di sviluppo economico.</p>
Un mercato squilibrato e una fascia senza tutele
Dalla ricerca emerge come il modello tradizionale sia ormai superato: in passato il pubblico si occupava delle fasce più fragili e il mercato del resto della popolazione. Oggi, invece, il sistema appare polarizzato: da un lato l’intervento pubblico limitato alle situazioni di disagio estremo, dall’altro un mercato orientato alle fasce più alte.</p> <p>Nel mezzo si crea una “zona grigia” di lavoratori che non rientrano nei criteri di accesso alle politiche sociali ma non riescono a sostenere i costi del mercato immobiliare.
Salari insufficienti e rischio povertà
Il dato più critico riguarda il reddito residuo: dopo aver sostenuto le spese abitative, molti lavoratori scendono sotto la soglia di povertà. La ricerca evidenzia come circa il 65% dei lavoratori percepisca un reddito tra i 1000 e i 2000 euro mensili, con una significativa presenza di nuclei monoreddito.</p> <p>In queste condizioni, anche un costo abitativo apparentemente sostenibile può diventare un fattore di vulnerabilità economica, soprattutto nelle aree urbane e nei territori con maggiore pressione immobiliare.</p>
I più colpiti: giovani, lavoratori dei servizi e famiglie
Tra i soggetti più esposti emergono giovani, donne e lavoratori dei servizi essenziali, come sanità e trasporti. La difficoltà di accesso alla casa diventa un ostacolo anche per il mercato del lavoro, influenzando la capacità delle imprese di attrarre e trattenere personale.</p> <p>Il problema si intreccia inoltre con il tema della mobilità: il pendolarismo e i costi di trasporto incidono ulteriormente sul reddito disponibile, aggravando il rischio di povertà.</p>
Serve una nuova regia pubblica
La ricerca sottolinea la necessità di un approccio integrato che coinvolga politiche abitative, mobilità e sviluppo territoriale. Il riuso del patrimonio esistente, la valorizzazione degli immobili sfitti e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sono indicati come strumenti fondamentali.</p> <p>In assenza di interventi strutturali, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del tessuto sociale ed economico, in cui lavorare non è più sufficiente per garantire condizioni di vita adeguate.</p>
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Redazione Newsfood.com
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