Sanità lombarda, tra mille criticità Bertolaso rimette in moto il sistema

Sanità lombarda, tra mille criticità Bertolaso rimette in moto il sistema

By MM

Milano, 25 gennaio 2026

Guidare oggi la sanità lombarda significa assumere la responsabilità del settore più complesso dell’amministrazione regionale, una macchina che per dimensioni, competenze e impatto sociale equivale a un vero e proprio ministero. È in questo quadro che si colloca l’azione di Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, chiamato a intervenire su un sistema già segnato da criticità profonde e da una pressione crescente.

Un assessore abituato alle emergenze, non alla propaganda

Medico, con una lunga esperienza nella gestione delle grandi emergenze, Bertolaso ha costruito il proprio profilo alla guida della Protezione civile nazionale, intervenendo in contesti di crisi in Italia e all’estero. La sua storia professionale è quella di un uomo chiamato quando i problemi sono già esplosi, più abituato alla gestione operativa che alla comunicazione politica. Uno stile sobrio, spesso criticato, ma coerente con un approccio orientato alla soluzione dei problemi più che al consenso immediato.

Un sistema che ha perso slancio e fiducia

All’inizio del mandato, la sanità lombarda aveva già smarrito parte dell’aura di eccellenza che per anni l’aveva resa un riferimento nazionale e internazionale. L’aumento delle liste d’attesa e il mancato funzionamento, nei tempi annunciati, del CUP regionale hanno inciso in modo significativo sulla percezione del sistema da parte dei cittadini. A questo si sono sommati fattori strutturali, come l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle patologie croniche, che hanno accentuato le difficoltà operative.

Dalle emergenze internazionali ai nodi regionali

Negli ultimi mesi, alcuni segnali indicano però un tentativo di cambio di passo. Sul piano internazionale, la gestione della tragedia di Crans-Montana ha riportato Bertolaso su un terreno a lui congeniale, quello delle emergenze complesse e del coordinamento istituzionale. Sul piano regionale, emerge invece un risultato amministrativo concreto, direttamente attribuibile all’azione dell’assessorato: il rafforzamento delle risorse destinate ai Pronto Soccorso lombardi.

Le risorse per l’emergenza-urgenza

Prosegue infatti l’iter regionale relativo all’indennità di Pronto Soccorso. Alle risorse già definite nell’ambito del confronto per il quadriennio 2023–2026, pari a oltre 31 milioni di euro, si aggiungono circa 3 milioni di euro ulteriori. L’incremento deriva da un lavoro tecnico e giuridico promosso dall’assessorato, che ha consentito di applicare in modo più favorevole i criteri di riparto previsti dal CIPESS, rafforzando la dotazione economica complessiva per l’emergenza-urgenza.

L’apprezzamento di una parte dei Sindacati

Su questo passaggio, il ruolo del confronto sindacale è centrale. FIALS Lombardia rivendica la scelta di aver sottoscritto l’accordo regionale, sottolineando come proprio quella decisione abbia permesso di avviare un lavoro concreto con la Regione e di arrivare oggi a un risultato migliorativo rispetto alle previsioni iniziali.

«La firma dell’accordo regionale è stata una scelta giusta e responsabile – dichiara Roberto Gentile, segretario regionale di FIALS Lombardia – perché ha consentito di aprire un confronto serio e di rafforzare le risorse complessive destinate ai Pronto Soccorso». Gentile evidenzia come si arrivi a circa 34 milioni di euro complessivi, un dato che dimostra come il confronto sindacale, quando è fondato sui fatti e non sulle contrapposizioni, possa produrre risultati reali per i lavoratori.

Il segretario regionale sottolinea inoltre come la diffusione di informazioni parziali da parte di alcune sigle non firmatarie rischi di non far comprendere ai lavoratori la portata concreta del percorso intrapreso. Per FIALS Lombardia, il rafforzamento delle risorse rappresenta un segnale tangibile di attenzione verso infermieri e operatori sociosanitari, che continuano a sostenere il carico più gravoso del sistema.

Tra risultati concreti e problemi strutturali aperti

Il quadro complessivo non consente tuttavia letture trionfalistiche. L’aumento della popolazione anziana, la pressione sui servizi territoriali e il tema dell’Alzheimer pongono alla sanità lombarda problemi strutturali che nessun intervento singolo può risolvere. In questo scenario, il lavoro di Bertolaso appare come un tentativo di rimettere ordine e direzione in un sistema complesso, segnato da ritardi accumulati nel tempo.

Una sanità che prova a rimettersi in movimento

Non è un ruolo semplice, né privo di contraddizioni. Tuttavia, i segnali che arrivano sul fronte delle risorse e della gestione dell’emergenza indicano che, tra molte difficoltà, la sanità lombarda ha ripreso a muoversi. Sarà proprio la capacità di tenere insieme criticità irrisolte e risposte concrete a determinare, nei prossimi mesi, la credibilità dell’intero impianto regionale.

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