Ucraina ed Europa: Convegno di Associazione Democratici per Milano

Ucraina ed Europa: Convegno di Associazione Democratici per Milano

Ucraina ed Europa: Convegno di Associazione Democratici per Milano

PER GARANTIRE STABILITA’ E SICUREZZA ALLARGARE I CONFINI UE

Benito Sicchiero

“Da quando è al potere, da 23 anni,  Vladimir Putin opera per restituire alla Russia il ruolo di potenza mondiale detenuto dall’Unione Sovietica rifiutando il ruolo di potenza regionale. Se a questo si aggiunge  il fattore storia che ha visto, fin dal 1200 con la Svezia a tempi più recenti con Napoleone ed Hitler, gli attacchi sempre avvenuti da Occidente, si spiega come la sindrome dell’accerchiamento sia profondamente radicata nell’animo russo. A ciò si aggiunga la necessità di Putin di rafforzare il potere interno che mostra segni di logoramento: ma ciò non giustifica in alcun modo la criminale guerra all’Ucraina.”

Con queste premesse Piero Fassino, Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha aperto una lucida ed esaustiva analisi di quanto sta avvenendo alle porte dell’Europa nel corso del convegno “La guerra, l’Ucraina e l’Europa: difesa, economia, energia” organizzato da Associazione Democratici per Milano con la collaborazione di Libertà Eguale Milano Lombardia, Circoli Dossetti e C+, Milano Città Metropolitana e coordinato da Franco Mirabelli, vicepresidente del Gruppo PD al Senato. Relatori e partecipanti Patrizia Toia, Parlamentare Europea;
Andrea Carati, Università degli Studi di Milano;
Paolo Segatti, Sociologo dell’Università degli Studi di Milano; Silvia Roggiani, Segretaria Metropolitana Pd Milano; Vinicio Peluffo, Segretario Regionale PD Lombardia. Saluti istituzionali di Michela Palestra, vicesindaca Città Metropolitana di Milano.

Putin ha però commesso gravi errori strategici e tattici. Il mondo non è più quello di fine Novecento-primo Duemila, è assurdo voler riportare indietro l’orologio. Inoltre ha basato le sue scelte su assunti errati: contava di essere accolto come un liberatore da un Paese russofono (che non vuole affatto dire russofilo); di poter concludere una guerra lampo; di trovare gli Stati Uniti ancora in preda allo choc della fuga dall’Afghanistan; contava su fratture all’interno dell’Unione Europea. Come stanno andando in realtà le cose lo vediamo ogni giorno.

Conseguenze economiche. Pesanti per la Russia ma anche per molti Paesi nordafricani e del Medio Oriente, non leggere per l’Europa; gli Usa sostanzialmente non le avvertono. Come ha rilevato Toia, da Ucraina e Russia, considerati il granaio del mondo (producono oltre il 20% di grano, mais, olio) non giungono più le materie prime alimentari, bloccate nei porti, destinate ai Paesi africani e del Medio Oriente; e l’Europa deve fare i conti con il programmato embargo al petrolio e soprattutto al gas russo, cui l’Unione sta cercando di supplire rivolgendosi ad altri Paesi produttori. Senza contare la carenza sul mercato di materie prime c.d. critiche, indispensabili ai Paesi industrializzati.

Come se ne esce? Se l’obiettivo più urgente è la tregua –  che si può raggiungere però solo con una conferma dello status quo sul terreno difficilmente accettabile dall’Ucraina soprattutto dopo le stragi perpetrate dai russi – è sufficiente l’obiettivo di liberarsi di Putin e della sua compagine? Carati, con la logica implacabile dello studioso, avverte che bisogna essere ben preparati a sostituire un vecchio ordine con un nuovo ordine se non si vogliono ripetere gli errori che hanno portato al caos in Irak, Afghanistan, Libia, Balcani. Nei rapporti internazionali si pone forte il dilemma tra ordine e giustizia.

Le considerazioni finali di Fassino: questa guerra chiude un ciclo di stabilità e sicurezza, che vanno ridisegnate. Tutte le guerre recenti sono avvenute al di fuori dei confini della UE, confini che vanno quindi allargati includendo Balcani e Ucraina.

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Il convegno si è tenuto nella sala degli affreschi della Provincia di Milano, sede della Città Metropolitana di Milano, alla presenza di un folto pubblico di invitati, tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

Benito Sicchiero

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